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IL COPRIFUOCO SCATTA A MEZZANOTTE
Giovedì 22 Luglio 2010 15:45
Luca Morazzano
La virtù sta nel mezzo. Così già i romani esprimevano il concetto universalmente valido della giusta misura. In ogni campo gli eccessi sono dannosi mentre invece la misurazione e l’equilibrio riescono a conferire un’accezione positiva a quelle stesse cose che, abusate diventano negative. Se però tale lezione non viene messa in conto iniziano i dolori.
A testimoniare tale teorema, una volta di più, è la questione degli orari notturni per gli esercizi pubblici a Maenza. Fino a qualche giorno fa si era in una specie di far west dove ogni gestore attrezzava il suo spettacolino nei rispettivi spazi a propria disposizione poi fiato alle trombe. Musica e animazione fino a tarda notte senza vincoli di decibel e di orario. Una simile situazione però non poteva durare a lungo e all’arrivare delle prime lamentele ufficiali di cittadini infastiditi dal mix fatto di decibel e calura, le autorità hanno dovuto abbandonare il gioco di colui che non vede e non sente. Il sindaco in persona, Dirigente dell’Area Vigilanza dopo la rimozione dall’incarico del tenente Polidoro ha quindi diramato un’ordinanza che fissa il silenzio alle 24.00 (chissà se la stessa imposizione varrà anche per le feste pubbliche che spesso superano tale limite). Il provvedimento però ha messo in subbuglio i titolari dei pubblici esercizi che si sono visti ridurre dal troppo al troppo poco. Da una giusta esigenza (tutela del decoro e della quiete pubblica) non può però scaturire una indiscriminata e repressiva politica che porta in piena estate alla chiusura delle feste all'esterno dei locali entro la mezzanotte. In questa comunicazione inviata si ricorda che le autorizzazioni vanno richieste almeno 7 giorni prima e nel caso di mancata risposta vige il silenzio-diniego e che inoltre va pagata l'occupazione di suolo pubblico (altro giro di vite dopo un lungo periodo di libera autogestione). In più, ad acuire i dubbi degli esercenti è che nella stessa ordinanza da una parte si rinvia il tutto a una ulteriore ordinanza ancora da emanare e dalla'altra però già impartisce disposizioni severe. Ora, ben assodata la legittimità delle richieste dei cittadini disturbati nelle proprie ore di sonno, magari le polemiche scaturite si potevano ovviare attraverso una concertazione comune di un regolamento più flessibile ma altrettanto rispettoso.




