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QUELLA CASETTA TRA ROCCAGORGA E MAENZA
Giovedì 28 Aprile 2011 12:26
Chi passa abitualmente per la via che collega Roccagorga a Maenza, proprio a confine tra i due paesi avrà notato spuntare alcune costruzioni all'interno della proprietà conosciuta come "macchia del vescovo". Ciò ha destato l'attenzione di curiosi e anche delle autorità che hanno quindi deciso di intervenire.
A spiegare quanto accaduto è l'avvocato Pucci: "Siamo tutti legati all'immagine di quel rudere di campagna quasi diroccato posta all'interno di un bosco in località Colle Rosso - a cavallo del confine tra i Comuni di Maenza e Roccagorga. Tutti lo notano allorquando si percorre la strada: la casetta sembra da tempo immemorabile sul punto di cadere eppure regge saldamente. Il posto da noi tutti è conosciuto come la casa del Vescovo in quanto proprietà del Vescovo Polidori Amedeo (vescovo fino al 1961) il quale amava passare in questo posto parte delle vacanze estive. Ora accade che qualcuno ha acquistato quasi tutta la proprietà (eccetto la quota degli eredi del Vescovo) e improvvisamente sono spuntati due manufatti dei quali uno c a uso abitativo. Il bosco è stato recintato con un telo. In seguito a ciò sono i vigili urbani e l'ufficio tecnico del Comune di Maenza, hanno deciso di intervenire facendo scattare il sequestro e l'ordine di demolizione". Lo stesso allarme viene sollevato anche da Felice Cipriani, coordinatore di Amici dei Lepini che annota: "Si tratta di un abuso grave in zona boschiva sottoposta a vincolo ambientale e forestale. Se non bastasse la Casa del Vescovo è anche un luogo della memoria storica. Non solo ha un pregio ambientale ma per più di un secolo è stata riferimento per viandanti, contadini e religiosi. Il palazzotto in disuso da tempo, durante l'ultima guerra ha ospitato il Comando tedesco per le operazioni di guerra nella zona compresa tra Roccagorga, Maenza e Prossedi. Insomma l'abusivismo in questo caso mortifica il territorio e cancella la memoria storica di una località ricordata da bisnonni, nonni e genitori. Per tutti questi motivi ci rivolgiamo agli Enti ed organismi in indirizzo per un intervento riparatore. Si chiede un sollecito intervento onde sottoporre al sequestro, oltre ai fabbricati citati, anche l'intera area per aver reciso alberi e realizzato un impianto fognante. Si dovrà procedere alla relativa ordinanza di demolizione delle opere anche per quanto contemplato dal D.P.R. 380/2001 e dalla L.R. 15/2008 per il ripristino dello stato dei luoghi".




