1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer>
Errore
  • XML Parsing Error at 1:382. Error 9: Invalid character

L’ODISSEA DELL’ACQUA E DELLE BOLLETTE

Giovedì 07 Aprile 2011 13:36

PDF Stampa E-mail

maenzaokdi Luca Morazzano

Il servizio idrico maentino, tra interruzioni del flusso idrico per fantomatici lavori, ordinanze di non potabilità e assenze totali di acqua durante i mesi caldi, continua ad essere quanto mai carente ma non per questo le bollette non arrivano con regolarità oppure sono meno salate.

Con cadenza sistematica, come succede dappertutto, arrivano i bollettini con cui versare la quota alla posta per il servizio fruito. Peccato però che proprio questo servizio, così ridotto, non rappresenta una fruizione reale da parte dei cittadini che quindi, al di là della cifra, mugugnano ogni qual volta si ritrovano a pagare un bene di cui dopo non dispongono a pieno. Ed anzi ultimamente più di qualche maentino si è visto recapitare a casa bollette idriche particolarmente salate con pendenze di anni precedenti, conguagli e quanto altro, che altro non hanno fatto se non acuire il malumore. Sul problema si è espresso il giurista Sandro Pucci che ha sollevato un'obiezione sensata: "Come è ormai pacificamente confermato e consolidato dalla Giurisprudenza che tali pendenze sono assoggettate alla prescrizione quinquennale ex Art.2948 n. 4 c.c., trattandosi di crediti relativi a prestazioni periodiche a carattere continuativo ma poi questo dato non viene mai tenuto in conto dal comportamento delle civiche amministrazioni per quanto riguarda i canoni dovuti al Comune o ai gestori del servizio idrico per il corrispettivo del servizio di somministrazione di acqua potabile o fognature da essi gestito?". La tesi di Pucci è assai ingenerosa ma precisa: "A Maenza succede che, con ostinazione ai limiti dell'abuso, continuano a pervenire ad alcuni contribuenti richieste di pagamento per canoni relativi all'anno 2000 con numeri di ruolo delle cartelle esattoriali riferite al 2006. È del tutto evidente che vi è da invocare la prescrizione ma il contribuente perché deve sobbarcarsi di questo ulteriore onere? Molti per non spendere soldi non invocano neppure l'intervento del Giudice". Interrogata a tal proposito, la Equitalia Gerit ovviamente rinvia all'Ente impositore, asserendo che non può entrare nel merito. Una soluzione potrebbe essere adottata dal Comune (all'epoca gestore del servizio) nel prendere atto della incresciosa situazione e adottare così un atto di autotutela ed annullare le cartelle esattoriali con il relativo sgravio del ruolo.