- Errore
UN CONSIGLIO ATROCE PER LA MINORANZA
Mercoledì 01 Dicembre 2010 16:06
Velocità, risolutezza e autorità tali da far impallidire esempi monarchici di altri tempi. Quattro punti all'ordine del giorno liquidati in circa venti minuti effettivi riducendo al minimo le discussioni e chiamando l'assise a votazioni dall'esito quanto mai segnato nel giro di qualche giro di lancette.
Questo è stato l'ultimo consiglio comunale di Maenza, emblema sommo di un'amministrazione, quella Mastracci bis, che legittimata da numeri importanti, una maggioranza intoccabile, anche se figlia dell'assenza alle urne del centrosinistra (estromesso dal famoso vizio di forma che ha escluso dalla competizione la lista di Paola Cacciotti), si muove spedita facendo dell'opposizione un sol boccone, proprio alla faccia del consiglio. Ebbene sì, perché se l'assise comunale dovrebbe essere il massimo luogo di confronto in cui confrontarsi e partorire decisioni per la collettività (chiunque quest’ultima abbia deciso di votare), a Maenza questo non accade proprio. L'approvazione dei verbali della seduta precedente diventa immediata; i punti vari ed eventuali vengono azzerati e le variazioni al bilancio preventivo operate con la delibera 156 del 29/10/2010 si trasformano in una presa d'atto a fronte di una spiegazione ermetica e sommaria. L'opposizione vota contro e Daniele Marchetti prova anche a sottolineare: "Votiamo no e anche con rammarico, senza entrare nel merito, ma per l'atteggiamento stesso, come avviene da un anno e mezzo. Non entriamo nel merito in quanto non siamo stati minimamente informati sulle decisioni prese e delle linee seguite. La legge lo consente, ma crediamo che il dialogo possa sempre servire. Magari avremmo avuto qualche idea di cui discutere. In questo Comune, tranne che per il piano particolareggiato (due riunioni), non c'è una riunione dei capigruppo. L'ostracismo verso la minoranza pare davvero eccessivo". Ma Mastracci liquida in fretta anche questa pratica con un perentorio: "Ci sono altri interventi? Allora votiamo". Per la cronaca, l'unica assente era il consigliere di maggioranza Rosalba Napoleoni, tenuta lontana da impegni di lavoro inderogabili. La maggioranza però non ha minimamente accusato il colpo, ma ciò non meraviglia, considerando che, sebbene risulti come seconda degli eletti (pochi voti di distanza dal vice sindaco Cimini), Napoleoni non ricopre cariche assessorili o ruoli focali. E poi una conclusione: constatata tanta autorità, al termine della legislatura, nel tirare le somme, Maenza potrà tributare onori oppure critiche ad una persona specifica, il sindaco Mastracci, che di fatto, considerata la forza dei numeri che lo sostengono, ha piene facoltà di fare e disfare. Certo non lo potranno esprimete al voto visto che dopo due mandati l'attuale sindaco diventerà ineleggibile. Magari potranno tenerne conto i vertici di partito, ammesso che il primo cittadino ne abbia uno (per sue stesse ammissioni), per decidere un eventuale avanzamento ad altri livelli.




