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EPIFANIA, UN'ALTRA FESTA NON PORTARTI VIA!
Mercoledì 17 Novembre 2010 17:10
di Luca Morazzano
Al peggio non c'è mai fine e dopo i buchi nell'acqua nelle riunioni organizzative, se dovesse essere confermata l'indiscrezione che la rassegna natalizia di presepi, quest'anno non si farà, Maenza avrebbe perso un'altra vetrina, l'ennesima, per mettere in mostra le sue bellezze, le sue tradizioni e le sue produzioni tipiche.
La manifestazione che ha avuto genesi nel 1999, sotto l'egira dell'amministrazione Anelli, nel giro di pochi anni era riuscita a ritagliarsi uno spazio tutto suo grazie a caratteristiche pregnanti che ne chela contraddistinguevano. Il fatto di adoperare come spazi espositivi di macro presepi le cantine nel centro storico, addobbato per l'occasione da vessilli natalizi, non ultimi splendidi angeli in ferro battuto, di affiancare agli stessi presepi le esposizioni di dolci tipici locali e altri prodotti della tradizione in un contesto arricchito da posticci alberi imbiancati e un portone all'arco di ingresso al centro storico, con filodiffusione di musiche natalizie in tutto il paese, creava infatti quella suggestione che riscuote successo nei turisti che, grazie al passaparola di anno in anno crescevano. Poi però è iniziato il declino. Dapprima sempre meno espositori e meno cantine. Poi gli addobbi in giro per il paese ridotti ai minimi termini, miscelati da un calendario di apertura ballerino (da tutti i giorni a tutte le ore, dall'8 dicembre al 6 gennaio con tanto di visite guidate perle suole) si era passati a qualche giorno sporadico ad orari di comodo, hanno compromesso la situazione nel volgere degli ultimi anni. Il tanto da disinnamorare sia chi i presepi deve farli, che chi da le cantine, che chi viene a vederle. E dopo il flop dell'edizione 2009 ecco che nel 2010 il rischio di non vedere nulla è quanto mai concreto. Certo sarebbe un peccato e si aggiungerebbe a una scia di perdite (dai teatri nelle piazzette l'estate, al cinema nei grandi spazi sempre nella stagione calda, dal premio di poesia Dario Bellezza, a tante altre iniziative culturali) che ha ridimensionato l'offerta maentina ormai arroccata in mostre ed eventi tutti concentrati nel castello e riservato a pochi. I pochi che si giovano di forme troppo elitarie di fare cultura ei pochi che riescono a saperlo vista la carenza del sistema informativo di cui è dotata l'amministrazione che spesso si reduce a manifestini appiccicati qua e la per il paese.




