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UN CONVEGNO PER L’ALBERGO DIFFUSO

Mercoledì 10 Novembre 2010 15:38

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di Luca Morazzano

Si è parlato di turismo e di Albergo Diffuso nel convegno tenuto lo scorso venerdì presso l'Ostello San Tommaso d'Aquino di Maenza. Presenti il coordinatore della XIII Comunità Montana Carlo Bonanni, il coordinatore dell'Associazione Albergo Diffuso, Mirko Vani, l'assessore comunale Giuseppe Olivieri e il consigliere comunale Norberto Fanella,delegato appunto alla comunità montana oltre che alcuni gestori di strutture ricettive maentine, si è parlato di una proposta (l'ennesima) pensata per rivitalizzare un settore, il turismo, da anni potenziale dei Monti Lepini, ma che da altrettanti anni che resta inespresso.

A spiegare i principi che muovono l'iniziativa Albergo Diffuso è stato proprio Carlo Bonanni: "Quello dell'Albergo Diffuso è un progetto avanzato dalla XIII Comunità Montana alla Regione Lazio e interessa i comuni di Bassiano, Norma, Prossedi e, appunto, Maenza. E' basato sull'ottimizzazione delle strutture già presenti e dallo studio delle attività commerciali e prevede la promozione e valorizzazione dei luoghi, della storia, della tradizione e dei prodotti tipici di ogni paese coinvolto. Di comune accordo con la Camera di Commercio di Latina è stato condotto uno studio per analizzare in ogni paese che tipo di attività commerciali ci sono, cosa si produce, cosa si vende e chi sono gli operatori di settore". L'analisi delle prospettive delineate da Bonanni ha riguardato anche le prospettive possibili in un simile contesto: "A livello legislativo l'Albergo Diffuso costituisce una novità con tanti margini di intervento. In altre regioni dell'Italia sta riscuotendo molto successo portando a risultati notevoli per le parti coinvolte. Da la possibilità ad operatori di turismo già presenti di mettere in sinergia le proprie forze e avere un riscontro di marketing e di immagine altrimenti impossibile. Allo stesso temo da possibilità di creare unità allocative anche dove non ci sono. In ogni casa una famiglia può mettere a disposizione una stanza garantendo un posto letto e un ricettività composta di vitto e alloggio su uno standard comune. Il tutto è coordinato da un punto centrale di reception. Maenza è già dotata di una capacità ricettiva di 116 unità ma non per questo l'Albergo Diffuso diventa meno efficace, ed anzi costituisce un'opportunità nuova per i gestori. Poi c'è il vantaggio di un canale diretto con la Regione. L'assessore regionale al turismo Stefano Zappalà, prenderà in esame i progetti avanzati ma già da ora nel suo programma triennale c'è un capitolo specifico dedicato alla realizzazione degli Alberghi Diffusi".

A PROSSEDI C’È GIÀ
Lunghezza d'onda molto affine, quella sostenuta da Mirko Vani, coordinatore dell'Associazione Albergo Diffuso: "Come avviene nel caso di Maenza, sui Lepini c'è offerta turistica, potenzialità di ricezione ma mancano le presenze dei turisti. Il problema non è il patrimonio dei Lepini che hanno molto da offrire, ma portare su di essi l'attenzione dei turisti. Promuovere l'Albergo Diffuso vuol dire promuovere il marchio dei Lepini attraverso Fiere, Workshop e quanto altro, in Italia e all'Estero per far conoscere i nostri luoghi al di fuori dei confini territoriali. Per un singolo gestore un ragionamento tale comporterebbe un impegno ed una spesa forse fuori portata, ma attraverso una sinergia delle forze ed economica, sarebbe possibile raggiungere un target altrimenti proibito. Dal punto di vista logistico, diventa fondamentale l'organizzazione. Dal punto centrale della reception alle singole unità allocative. I servizi offerti devono essere omogenei e spaziare dall'accoglienza, al servizio ristoro, agli orari, passando anche per i particolari (cambi di lenzuola, pulizie) fino ad arrivare ai prezzi altamente competitivi. Per funzionare al meglio, nel caso di appartamenti messi a disposizione, devono essere tra i 5 e i 7 per offrire una capacità di 15/20 posti letto. A Prossedi il progetto è già in fase di realizzazione essendo stati reperiti gli appartamenti necessari e si è passati già alla fase di organizzazione vera e propria".

FREDDI GLI OPERATORI
Ma non son state solo rose e fiori in quanto i gestori di turismo presenti, già scottati dall'esperienza, hanno mosso alcune obiezioni: albergodiffuso"Il problema resta quello di portare gente. Maenza, nello specifico, da tempo è dotata di una vastissima capacità ricettiva. Quello che manca però è la capacità attrattiva verso un turismo stanziale. Se ci sono eventi, a dire la verità pochini, si esauriscono tutti nell'arco di una mezza giornata e quindi non spingono le persone a restare e a dormire. Non c'è una grande comunicazione all'esterno, retaggio anche di una programmazione che lascia a desiderare da parte dell'amministrazione e questo senza dubbio danneggia lo spirito d'impresa di tanti. E' difficile pensare che un marchio, quello dell'Albergo Diffuso, possa bastare a rompere questa sorta di empasse e quindi è difficile fidarsi di una simile iniziativa". Insomma, c'è ancora tanto da lavorare prima per rendere concreta l'ida e poi per farla funzionare.