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CUMULI DI RIFIUTI SULLA SS 609 CARPINETANA
Mercoledì 20 Ottobre 2010 17:12
di Luca Morazzano
Il mix di incuria ed idiozia rappresenta una ricetta letale per ambiente e suarci paesaggistici. Succede così che via Carpinetana, strada lepina tra le più famose soprattutto ai motociclistici proprio per l'attrattività dei panorami e l'interesse di un tracciato ricco di curve immerse nella natura, si ritrovi seriamente danneggiato dai rifiuti. Basta fare una passeggiata da Maenza verso Carpineto per vedere con i propri occhi quanto l'uomo possa a volte risultare tanto barbaro e autolesionista.
Stavolta a segnalarlo ci pensa Alessandro Pucci, segretario del PRC di Maenza, : "La strada Carpinetana 609, che partendo dal territorio di Maenza si congiunge con il territorio di Carpineto Romano e quindi con la campagna romana, è indiscutibilmente costellata da un ambiente di pregevole bellezza. In questi primi giorni di ottobre il verde dei prati e dei castagneti inizia a mescolarsi con le prime, ampie, macchie di colori autunnali, rendendola uno spettacolo tutto da vedere e senza alcun dubbio, per chi ancora non la conosce, una meta tutta da esplorare ed amare. A questa oasi di bellezza fa però da contraltare il solito ed avvilente spettacolo dei rifiuti più o meno ingombranti abbandonati da tempo ai bordi della strada". C'è la necessità, di preservare questi luoghi fino a pochi anni fa incontaminati. C'è la necessità di un intervento delle autorità che, da un lato d o v r e b b e r o rimuovere i cumuli di rifiuti che spuntano qua e là lungo la strada e dall'altro mettere in campo un'opera di sensibilizzazione per evitare che tutto ciò si ripeta. "Da un lato all'imbocco della Valle S. Maria (territorio di Maenza) ci sono vecchi materassi abbandonati e dall'altro lato della strada, in una piccola piazzola, si è formata una discarica di rifiuti di ogni genere abbandonati da tanto tempo. Spero che le Autorità si adoperino a prevenire simili forme di illecito smaltimento dei rifiuti, ma anche che si attivino per l'eliminazione di queste ferite al paesaggio".




