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PIANO PARTICOLAREGGIATO, L’OPPOSIZIONE PROTESTA

Giovedì 14 Ottobre 2010 10:02

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maenz
di Luca Morazzano 

Nel consiglio comunale di fine settembre la maggioranza, forte dei suoi numeri (figli anche dell'esclusione alle scorse elezioni di una lista di centro sinistra), ha di nuovo potuto passare tutte le proprie proposte con votazioni dall'esisto scontato.

Non per questo però l'attuale opposizione consiliare è rassegnata a zittire la propria voce e se in consiglio non riesce a far valere le proprie ragioni, perché la propria voce resta inascoltata, Isidoro Masi attraverso un comunicato rende nota la sua posizione partendo da considerazioni amare: " La minoranza ha abbandonato l'aula al momento della votazione, come gesto estremo di denuncia della prosopopea e della presunzione della maggioranza, che ad ogni critica effettuata risponde con la noncuranza dei presuntuosi che comunque hanno i numeri per far approvare ogni tipo di provvedimento sicuri che tanto tutti, in maggioranza, alzano la mano". Nel particolare la contesa parte dall'ennesima presa di posizione del sindaco: "A suo giudizio - racconta Masi - sono tardive le richieste effettuate, come ha fatto rilevare in un articolo il 1° cittadino, dimenticando che si è impegnato, in un dibattito al castello, a procedere ad una pubblica riunione prima di riportarlo in consiglio comunale perché i danni che si potrebbero causare riguardano a tutta la cittadinanza. Ancora una volta ha riversato la colpa sulla minoranza, ma forse il sindaco e la giunta non sono in grado di valutare le cose che propongono gli astuti pifferai della cementificazione facile, altrimenti verrà da pensare che sono schizofrenici perché da una parte fanno il museo del territorio e dall'altra il piano particolareggiato per distruggerlo! Del resto lo stesso architetto Tetro, direttore del tanto blasonato Museo del Territorio di Maenza ha dichiarato: " …per museo del territorio non si intende uno spazio chiuso che raccoglie qualcosa, bensì tutto il territorio che lo compone,,," ed ha invitato la maggioranza a riflettere prima di presentare un piano tanto invasivo. Quindi Masi prosegue passando alla pratica: "Non è mai troppo tardi per bloccare un piano particolareggiato di 25.000 metri cubi che distruggerebbe per sempre quello che è stato creato con anni ed anni di sacrifici, (macere, ulivi e segni del territorio), solo per dare sfogo all'iniziativa di qualche speculatore di turno; in effetti se si và a vedere tra i proponenti, si noterà che sono appena un paio le famiglie interessate alla realizzazione e la parte da leone la fanno proprietari dei terreni che vivono a Latina oppure a Pesaro e che farebbero il tutto solo per qualche beneficio economico. Nessuna esigenza impellente. Solo cassa".