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L’AVIS CHIEDE MAGGIORE CONSIDERAZIONE
Mercoledì 06 Ottobre 2010 17:14
di Luca Morazzano
Anche le associazioni hanno le categorie. Ci sono quelle di serie A e quelle di serie B. O almeno così sembra a Maenza perché se da un lato la Pro Loco, grazie a fondi provenienti da enti pubblici riesce a rifarsi il look, aumentando il proprio ventaglio di offerte fini a installare un info point, l'informagiovani con tanto di personale addetto e anche lo sportello Qui Enel, l'Avis, invece non gode della stessa fortuna.
Anzi un comunicato della stessa Onlus denuncia grosse difficoltà strutturali che mettono in serio dubbio la possibilità di operare la la raccolta del sangue a causa della perdita dei requisiti del poliambulatorio e gravi carenze strutturali. La prima e più grave è la mancanza di spazio e di igiene dei locali assegnati; all'interno degli stessi, tutti gli strumenti elettronici devono far perno sull'unica di corrente presente; il medico di turno accusa difficoltà molteplici per la visita di controllo per inesistenza di stanza adibita alla funzione. Queste sono le carenze più marcate. Il direttivo dell'Avis per cercare di parare alle emergenze ha richiesto ben due incontri all'amministrazione comunale che però ancora non risponde. Da qui l'interrogativo dello stesso direttivo: "Possibile che le sorti dell'Avis di Maenza non siano neanche prese in considerazione? E pensare che il sindaco, Francesco Mastracci, è anche un donatore! L'Avis, inoltre, è in loco l'unica associazione onlus a livello nazionale che opera tutto l'anno ininterrottamente sull'intero territorio comunale dal 1988. Il sodalizio è costituito da donatori e soci volontari che contribuiscono a sensibilizzare i cittadini alla solidarietà e all'altruismo. Si sfiora l'assurdo di una imminente chiusura della sede per problemi che, con un minimo di collaborazione, potrebbero essere superati". Nella sede Avis di Maenza, le difficoltà non sono però solo quelle macroscopiche: "La struttura presenta umidità, muffa e intonaci cadenti; manca la linea telefonica e la connessione internet; per non parlare poi delle norme di sicurezza in quanto la sede è sprovvista di porta antipanico, estintore, certificato di conformità dell'impianto elettrico, e servizi igienico-sanitari non presenti. Bisogni, questi, già segnalati da tempo all'amministrazione con richieste protocollate presso il comune ma rimaste fino ad ora completamente inascoltate". In previsione del trasferimento della scuola primaria presso l'edificio della scuola secondaria di I grado, il 18 marzo scorso è stata fatta una richiesta scritta per la concessione di due stanze nell'edificio occupato dalla scuola primaria, da adibire a sala prelievi e sala visite, ma anche in questo caso nessuna risposta. Andando avanti così, la sezione Avis di Maenza rischia la chiusura.




