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UNA SELEZIONE DAI CRITERI AMBIGUI
Giovedì 30 Settembre 2010 08:33
di Luca Morazzano
Che il comune di Maenza promuova una selezione per tre assunzioni, seppur temporanee e con orario part time, visti i tempi di crisi che corrono, è senza dubbio un fatto positivo. Così come la volontà di voler favorire dei giovani e pure locali rappresenta un indirizzo lodevole da parte dell'amministrazione.
Il punto è che però l'avviso affisso nelle bacheche (assente però su internet sul sito ufficiale del comune) appare alquanto curioso in merito ad alcuni parametri di selezione che riporta. Nell'avviso pubblicato con il numero 403 dell'Albo pretorio, del 22 settembre 2010 , si informa infatti di una selezione per soli titoli per il reclutamento di 3 unità per personale di attività di consulenza allo sportello informa giovani del Comune di Maenza (curioso che anche il sito dello stesso informa giovani non ne riporti menzione). Il bando dice che la domanda di partecipazione deve essere inviata entro il 2 ottobre allegando il proprio curriculum riportante formazione ed esperienze professionali. Fin qui tutto perfetto se non che manca ad esempio una qualsivoglia forma di prova presente di solito in tali concorsi. Sorvolato questo particolare, sostituito da un esame comparativo dei curricula (da parte di chi non è specificato), a destare dubbi sono i criteri richiesti ai partecipanti. Devono essere residenti a Maenza (ma il comune di residenza, nella comunità europea può al massimo costituire un punto di attribuzione punteggio e non un criterio di esclusione); è richiesta l'iscrizione all'Associazione Pro Loco di Maenza da almeno un anno (altro elemento che però non costituisce un criterio preferenziale a meno che non si dimostri che la Pro Loco sia un'associazione migliore delle altre); iscrizione ad un corso di studi universitario (che non costituisce assolutamente un titolo che può essere invece un diploma o ancor meglio una laurea). Ci sta invece la formazione specifica nel settore dei servizi di orientamento. Proprio questo appare infatti il cardine della vicenda e magari con un protocollo di intesa attraverso un progetto, per inserire i ragazzi in questione, si sarebbe potuto trovare una modalità più funzionale, elegante e che non avrebbe destato altrettanti dubbi.




