- Errore
‘Firma anche tu’, proposta pro trasparenza
Giovedì 19 Gennaio 2012 18:47
Tempi di grande crisi in casa Italia e le realtà dei piccoli paesi non fanno certo eccezione. Per far fronte ad una situazione tanto grave, i nostri politicanti (o meglio i tecnici che ci stanno governando al posto loro) ci chiedono sacrifici.
Le casse dello stato piangono e per riempire i buchi sono arrivate nuove tasse per un travaso di denaro dalle nostre tasche a quelle statali. Premesso tale contesto, ovvio che per rispetto dei cittadini contribuenti, rimasti esangui di risorse (quelli del ceto normale, che campano con stipendi normali o pensioni) sarebbe il minimo da parte dei politici ma anche dei funzionari, garantire una riduzione degli sprechi che l’amministrazione pubblica porta avanti da anni. Legittima la volontà sempre più diffusa di ridurre le spese inutili e di rendere quanto più trasparenti possibili le varie uscite messe a registro dall’apparato burocratico statale ad ogni livello. Locale compreso. E proprio in questa sfera arriva l’intervento del segretario maentino di Rifondazione Comunista Alessandro Pucci che lancia provocatoriamente la campagna “Timbra anche tu!”. In particolare spiega l’avvocato Pucci: E’ una sorta di invito ad adeguarsi a tutti quei dipendenti del Comune che risulterebbero non firmare il cartellino. In questo periodo si chiedono sacrifici a tutti e anche comportamenti esemplari nelle pubbliche amministrazioni possono servire per lanciare un messaggio positivo. Nel nostro Comune non tutti i dipendenti timbrano con il cartellino le loro presenze. Noi chiediamo solo all’alto funzionario (che nel caso è una lei), e che fino ad oggi non timbra, di dare il buon esempio e firmare”. Non un’imposizione, ma un gesto moralmente positivo come continua a spiegare lo stesso Pucci: “Questa scelta non sarebbe legata assolutamente alla legittimità del comportamento tenuto fino ad ora e che rientra nei parametri di legge, quanto semmai è legato a questioni di eticità e opportunità; si chiede e si ordina agli altri dipendenti di entrare e timbrare in orario, si ordinano e vietano straordinari e sarebbe bello che proprio dal pulpito da cui arrivano tali ordini arrivasse anche il buon esempio”. Infine, la chiosa di Pucci lascia spazio anche ad un velo di ironia: “Adottando tale sistema potrebbe dar modo alla stessa dottoressa di poter gestire meglio gli altri incarichi che ricopre al di fuori del Comune di Maenza. D’altronde siamo sicuri che di fronte ad una simile richiesta, un tanto accorato appello,verrà accolto!”. O no?




