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CASTELLO-OSTELLO: BINOMIO DI INCOGNITE
Giovedì 23 Settembre 2010 09:09
di Luca Morazzano
Riunioni, convegni, progetti sulle potenzialità turistiche del binomio formato dal Castello Baronale e il Palazzo Pecci (Albergo-Ostello San Tommaso d’Aquino). All’atto pratico però dietro alla fiera delle buone intenzioni e belle parole, i due cimeli restano lì, imponenti a presidiare il centro storico di Maenza che stenta a decollare e che, anno dopo, lacerato dall’incessante passare del tempo e dall’incuria, continua a deperire.
Si è fatto tanto parlare di un museo del paesaggio, panacea dell’asfissia attrattiva della cittadina lepina, ma tranne il nome del futuro direttore, l’architetto Francesco Tetro, di concreto si è visto poco. C’è chi mormora ancora su questioni di ubicazione dello stesso, se ovvero nelle sale del castello oppure altrove. Sui contenuti poi, ancora meno precisazioni rendono fumose le notizie su che verterà l’attrattività di tale museo. L’amministrazione è ben consapevole delle potenzialità insite in un tale discorso capace di destare un indotto economico non indifferente. Nelle note relative all’ultima (cronologicamente) manifestazione in tal senso, un ennesimo convegno si leggeva : “Siamo pienamente convinti che il nostro Centro Storico sia uno dei più belli ed incontaminati dell'intera Provincia nel cui interno, sono presenti due strutture di notevole pregio storico-architettonico sulle quali scommettere per il raggiungimento di quanto sperato. Esse sono il Castello Baronale e Palazzo Pecci. L'Amministrazione Comunale è fermamente consapevole del fatto che questo binomio (Castello - Ostello) rappresenti una, se non la sola, delle strade percorribili per fare quel salto di qualità necessario per il raggiungimento di quell'obiettivo ambizioso ma non impossibile da raggiungere”. Ancora un volta però, come nel caso del centro commerciale naturale, ai propositi non sono seguiti i fatti ed anzi, carte alla mano, i dubbi aumentano: la redazione del contratto di comodato d’uso del castello, tra la provincia e il comune, risale al 12 Novembre 2004. La stessa giunta comunale, quasi quattro anni dopo, il 1 febbraio 2008, ha approvato questo contratto della durata di sei anni, ma, a quanto pare, manca ancorala firma da parte del comune. Non mancherebbe invece da parte dell’ente stesso, una delibera di affidamento dello stesso alla Pro Loco. Il tutto per una procedura che, se confermata, apparirebbe quantomeno controversa, mentre per quanto riguarda la realtà dei fatti, il Castello è lì, quasi sempre chiuso e comunque per nulla ottimizzato a fini turistici. Il Palazzo Pecci invece è sede di un Ostello dato in gestione a una cooperativa che cerca di arrabattarsi “inventandosi i draghi” per attrarre un turismo stanziale non contemplato nel tipo di attività culturali pianificate dall’ente comunale.



