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L’onorevole Lanzillotta lancia l’Api maentina

Mercoledì 16 Novembre 2011 18:07

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convegnomaenzadi Luca Morazzano

Nasce l’Api a Maenza dove il circolo del movimento politico centrista il cui nome per esteso è Alleanza per l’Italia, si chiamerà Nuovo Respiro. Il segretario è al femminile in quanto la carica è stata affidata a Rosalba Napoleoni, presidente del consiglio comunale maentino e non a caso il primo atto del partito è stato quello di un convegno dal titolo: “Tra Politica e Società: la donna al centro”.

Ospite d’onore del pre-serale al Castello un'esponente nazionale dell’Api, anche lei in rosa, ovvero l’onorevole Linda Lanzillotta, deputato del parlamento italiano che nonostante i marasmi politici dei giorni scorsi ha trovato il tempo di intervenire con un discorso incentrato proprio sul momento critico della nazione legato anche al ruolo delle donne. La Lanzillotta infatti, a proposito di crisi ha spiegato: “La crisi economica italiana si può spiegare con termini chiari affermando che il nostro paese in pratica spende di più di quanto produce generando di fatto un debito crescente. Spende troppo perché spreca e produce poco perché lavora poco. Il poco lavoro si spiega nell’ottica che mediamente in Italia si arriva anagraficamente tardi alla soglia lavorativa e se ne esce prima rispetto agli altri paesi europei. Senza contare che si investe poco in servizi di assistenza ai lavoratori e nella ricerca di maggiore produttività. Rispetto alla media europea, e questo va sottolineato, da noi lavorano poco le donne. Da una parte avviene perché culturalmente il mondo del lavoro italiano è ancora strutturato al maschile dove la donna rimane a casa a pensare ad una famiglia monoreddito. Tale fotografia però non rispecchia la realtà sociale dei giorni nostri e soprattutto non risponde alle esigenze della vita attuale. C’è una scarsa offerta di lavoro al femminile e le donne si ritrovano pressoché prive di servizi di assistenza che permettano a loro di essere non solo mamme e mogli ma anche in carriera. Ciò limita la produttività italiana. E se l’Italia non dimostra di essere capace di produrre, i creditori non si fidano più e non credendo alle possibilità di pagare i debiti, aumentano ulteriormente il costo dei prestiti”. Non può mancare la critica al governo Berlusconi: “In un momento di congiuntura economica così nera, il governo Berlusconi ha commesso gravi errori che pesano molto. Per sanare i buchi ha operato dei tagli lineari senza badare a nulla. Il premier Berlusconi ha contribuito con il suo fare a rendere l’Italia irridibile agli occhi degli altri stati europei e Tremonti ha distrutto le finanze del paese. Di fatto adesso abbiamo i commissari che controllano tutte le nostre mosse a livello economico. I tagli si sono abbattuti indistintamente coinvolgendo anche settori come la cultura, la scuola e la formazione che sono fondamentali per la crescita e il progresso ma non hanno colpito gli sprechi che permangono tali. E l’opera del rinvio dei pagamenti ha fatto il resto. Se a livello statistico è servito a camuffare i conti, a livello pratico ha messo in ginocchio le imprese che vantavano crediti verso la pubblica amministrazione che comunque continua ad avere ora quei debiti nei confronti di ditte che sono andate in agonia o sono addirittura fallite indebolendo ulteriormente l’economia del belpaese. Per quanto riguarda il dato delle donne occupate poi, la preoccupazione maggiore è che la situazione non è omogenea ma si aggrava ulteriormente al sud, indice anche questo che bisogna operare per recuperare tutti i gap denunciati dal meridione”. L’apertura del convegno che, ad onor di cronaca non è riuscito a coinvolgere platee ampie come si auguravano gli organizzatori, era stato aperto dalla stessa Rosalba Napoleoni che nel ruolo doppio di politica e imprenditrice ha notato: “La situazione della donna nei piccoli paesi è molto delicata. E’ spesso vista come mamma e moglie ma poco come lavoratrice. In più non ci sono le strutture e i servizi per permettere ad una donna di conciliare famiglia e carriera. Troppo spesso diventa una scelta in termini di out-out. Bisogna però lavorare su questo aspetto perché anche attraverso il part time si può dare un impulso nuovo ad un’economia locale altrimenti piatta”. Presente al convegno arriva anche il commento dell’esponente IdV Antonella Fiore: “In un convegno in cui si parlava di donne, ho visto donne al tavolo ma non nel parterre a testimonianza di uno scarso coinvolgimento. E anche le analisi proposte mi sono parse superficiali”.