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Il generale passa al contrattacco
Mercoledì 02 Novembre 2011 16:49
Sottoposto a giudizio mediatico nelle scorse settimane, Giuseppe Olivieri, assessore alle attività produttive, agricoltura e ambiente del comune di Maenza muove la sua difesa andando a controbattere punto su punto le critiche mosse.
Riguardo i rimborsi percepiti dallo stesso, in quanto residente a Sora specifica: “Sottolineo che anche nelle precedenti Amministrazioni ci sono state “Spese di rimborso” e nessuno si è scandalizzato? In più sono previste dalla legislazione vigente”. Sul fatto di risiedere a Sora, che comporta quindi uno spostamento nell’eventualità di appuntamenti istituzionali invece, l’arringa dell’ex generale è altrettanto categorica: “ Tengo a sottolineare che sono di Maenza, e ci tengo moltissimo ad essere ‘maenzano’ io! Aggiungo che mi sono sempre adoperato per i miei compaesani e lo farò sempre anche quando non avrò più responsabilità amministrative”. Uno degli argomenti imputati ad Olivieri nello specifico della sua attività amministrativa è quello del fantomatico Centro Commerciale Naturale, presentato e non realizzato: “Sebbene il centro commerciale non è realtà, va notato come con quei fondi siano stati realizzati i lavori di abbellimento a Piazza della Repubblica e Piazza F.Lepri. Aggiungo che sono previsti altri interventi e manifestazioni non appena sarà assegnata la seconda tranche da parte della Regione Lazio. Lavori fatti con fondi che senza l’etichetta CCN non ci sarebbero stati”.A tal proposito, continua Olivieri: “Sulle mie capacità, evito il commento, perché è veramente deprimente entrare nella sfera personale. Il sottoscritto non deve dimostrare niente a nessuno per ciò che riguarda la sua professionalità. Per quanto riguarda l’attività Amministrativa i conti li faremo al termine della legislatura quando presenteremo l’elenco delle attività svolte dagli Amministratori a favore della popolazione, basta avere la pazienza di aspettare”. Infine Olivieri contesta anche la critica sui voti riportati e sulla preferenza accordata dal sindaco, tanto da affidargli la carica da assessore a discapito di altri eletti con maggior consenso: “Sono convinto che non è il numero di preferenze che configurano il valore di un amministratore. Questo è dimostrato (anche a Maenza) che a quei Amministratori che non hanno avuto molti voti di preferenza non si possono disconoscere le qualità culturali e professionali messe a disposizione del bene comune”.




