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Il mistero del quadro

Mercoledì 26 Ottobre 2011 16:13

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Cardonedi Luca Morazzano

Che fine ha fatto il quadro di San Vito che manca nella chiesa di Santa Reparata? Tranquilli, non è disperso, ma il tono volutamente allarmistico è per stemperare gli animi di una vicenda che è montata nei mesi, a colpi di retorica, tra opposizione e maggioranza, ma il dipinto di valore storico è in ottime mani.

E’ ben conservato dopo il recente restauro cui è stato sottoposto. A spiegare la situazione, con dovizia di particolari, ci pensa l’assessore Sabino Cardone: “Pensavo che il precedente comunicato del 02.09.2011 avesse dipanato tutti gli interrogativi posti circa la ‘querelle’ del quadro di San Vito ( e non San Rocco), ma purtroppo pare che così non è. Vorrei quindi richiamare l’attenzione su quanto affermato dagli stessi consiglieri comunali di minoranza che (non volendo) hanno colto, nel loro intervento, l’essenza della tesi da me sostenuta e cioè (riporto virgolettato quanto da loro dichiarato): ‘di mettere da parte attriti e dissapori per restituire un simbolo della storia e dei valori di Maenza ai suoi cittadini’. Ed è proprio questo che si intende fare”. C’è però una procedura da seguire come spiega lo stesso Cardone: “Solo con un regolare verbale di consegna tra Comune e Curia (la comunità in qualità di ‘proprietario’, la diocesi di ‘custode’) si ha la certezza che il quadro rimarrà per sempre nella chiesa di Santa Reparata. Certamente non è il nostro caso, ma di esempi di spostamenti (Madonna con bambino xvIII – XIII cod.n. 12/001-02628) ed altro ne è piena la storia. Se la ‘questione cartacea’ venisse risolta domani, noi (sindaco, sottoscritto e consiglieri di maggioranza) saremmo felicissimi di ricollocare il quadro nella sua sede naturale, tant’e’ che inviti alla curia, in tal senso, ne sono stati rivolti in diverse occasioni. in certi casi, specialmente quando si amministra la ‘cosa pubblica’, occorre ragionare non soltanto con il ‘cuore’ ma anche con il cervello”. La polemica è nata allorquando dalle pareti della chiea, il giorno della riapertura, il quadro non cera più: “Per quanto attiene la mia ‘non richiesta di rimozione al parroco o ai fedeli’ – continua lo stesso assessore - i consiglieri firmatari dell’articolo (spero non tutti) se avessero partecipato all’omelia tenuta da padre Pedro in occasione della riapertura della chiesa di Santa Reparata, a seguito dei lavori di ristrutturazione e di restauro, avrebbero certamente ricordato il ringraziamento pubblico dello stesso parroco, all’amministrazione comunale e al costruttore per il lavoro eseguito e per l’imminente restauro del quadro”. Infine, Cardone chiude con una proposta-provocazione: “Sono d’accordo con i consiglieri di minoranza quando affermano ‘noi stessi avremmo provveduto al restauro dello stesso, a nostre spese senza alcun esborso da parte del comune e senza l’intervento’ a parte l’imprecisione circa l’esborso da parte del comune (il restauro è stato finanziato con fondi della provincia – progetto museo del paesaggio l.r.17/07 anno 2009): A loro muovo l’appunto però di non essere nati in altri luoghi come il sottoscritto. Non sapevate della situazione di degrado reale in cui versavano e versano i quadri delle chiese di Maenza? Se si, come mai soltanto oggi questa strenua difesa della storia e dei valori? Colgo con soddisfazione l’invito circa il restauro delle opere. Possiamo cominciare da subito con il quadro che si trova nella parete destra di Santa Maria Assunta in Cielo raffigurante San rocco per poi proseguire con San Tommaso che si trova sulla parete ed altri ancora”.