1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer>
Errore
  • XML Parsing Error at 1:382. Error 9: Invalid character

Finalmente si riscopre il San Tommaso maentino

Mercoledì 05 Ottobre 2011 16:21

PDF Stampa E-mail

san_tommaso_aquinodi Luca Morazzano

Finalmente Maenza riscopre San Tommaso; dopo anni di oblio, culminati lo scorso anno con la mancata partecipazione del piccolo Comune lepino ai festeggiamenti tributati durante la tradizionale fiera di Priverno e che ha visto la presenza di tutti i paesi che hanno segnato la via del teologo delle cinque vie, l’amministrazione Mastracci, e nello specifico l’assessore alla cultura Cardone hanno deciso che sia arrivata l’ora di tributarglu una statua in bronzo che verrà inaugurata il 22 Ottobre.

In attesa di conoscere i dettagli della cerimonia che vedrà presente anche il cardinale Sebastiani fervono i preparativi per l’ingresso di Maenza in un circuito, quello appunto dedicato a San Tommaso, in vita frate dell’ordine dei Benedettini, nato a Roccasecca d’Arce, nell’allora feudo d’Aquino nel 1225 e morto a Fossanova nel 1724 immediatamente dopo i giorni passati presso il castello di Maenza dove alcuni ritengono che il anto abbia praticato il famoso miracolo delle arringhe. Curioso come il processo di riscoperta di San Tommaso, sia legato alle sorti di un opera letteraria che ha riportato in auge il legame tra Tommaso e il Castello. E proprio in questi giorni la Eurisco Edizioniha inviato in ristampa il suddetto libro di Alessandro Pucci, “Il Castello di Maenza e San Tommaso d’Aquino”. Ad annunciarlo è il presidente della Eurisco, Tommaso, Leo Orsini: “Non solo il libro vedrà la luce nella sua seconda ristampa, ma ne verrà editata anche la traduzione in inglese. L’opera venne pubblicata la prima volta nel Luglio del 2002 e fu presentata allora presso L’Infermeria dell’Abbazia di Fossanova. Lo scritto è fondamentale nella riscoperta del rapporto tra il Santo Maenza visto che ripercorre gli ultimi istanti di vita dell’allora frate Tommaso d’Aquino, e in particolare le visite che amava fare alla nipote Francesca Annibaldi sposata con il conte Annibaldo di Ceccano. Nello stesso libro poi troviamo la ricostruzione del racconto del miracolo delle arringhe oltre ad una descrizione meticolosa del Castello di Maenza. Da questo stesso castello da cui si recherà a Fossanova per morire il 7 marzo del 1724”.