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ANCHE MONTE ACUTO HA I SUOI PROBLEMI
Giovedì 14 Luglio 2011 07:27
E' un continuo tourbillon di richieste, appelli, pratiche e incombenze burocratiche, la vita del politico di un Comune. Tanto che alcuni la vedono come una missione, la vocazione di coloro che chiedono il consenso degli elettori per poter ricoprire una carica che li porta ad ascoltare le lamentele degli stessi che li hanno votati cercando di esaudirne le richieste( plausibili) sempre nel rispetto del bene comune.
Prima di passare dalle parole ai fatti, il mare che i governanti devono affrontare è disteso ed impervio; maree di pratiche da sbrogliare e casse ridotte al lumicino permettono di darsi da fare meno di quanto si vorrebbe ed ogni volta con acrobazie a artefici da circo. Quindi non mettiamo in dubbio la buona fede e la volontà delle autorità in questione nella vicenda che andiamo qui di seguito a raccontare (sperando così di non urtare la suscettibilità di nessuno), ma le segnalazioni provenienti da Monte Acuto vanno ad aggiungersi di diritto a quelle del centro storico e di Farneto.
E si perché anche lungo le vie della zona residenziale di Maenza si incontrano dei nodi che lasciano aperti dei quesiti. Innanzitutto il manto stradale risulta danneggiato in seguito a continui scavi subiti negli ultimi anni (gli ultimi dovrebbero essere stati quelli condotti da Acqualatina) tanto da mettere a rischio la sicurezza degli stessi automobilisti e l'integrità dei mezzi in più di qualche punto. C’è poi la questione della pubblica illuminazione con i lampioni installati ormai da mesi ma che non vanno ancora in funzione (chissà perchè!). Ma accanto a ciò ci sono due altre situazioni che muovono curiosità richiedendo anche una certa attenzione e tempestività nel tentativo di porre rimedio visto che ledono la pubblica sicurezza. Salendo vero Monte Acuto dalla Carpinetana (dall'incrocio Acqua i Fichi), dopo qualche migliaio di metri, sulla destra (dovrebbe essere Colle La Penna a quell'altezza), a bordo via, sulla destra si può ammirare un complesso arrugginito inquietante. Sono le strutture di un depuratore (mai entrato in funzione) di una ditta ormai fallita. Il tempo, inevitabilmente, ha ormai reso instabili le stesse strutture ferrose ma ciò che più preoccupa è che le stesse, a bordo via, non sono delimitate da nessuna recinzione di sorta e anche le profonde vasche di cemento presenti lì sotto, sono a cielo aperto, raggiungibili tranquillamente a piedi. Alla faccia del pericolo che possono costituire per i bambini che risiedono in zona e per possibili escursionisti visto che proprio lì c'è anche la fermata dell'autobus. La segnalazione di tale situazione giace sulla scrivania del sindaco (firmata e protocollata) ormai da anni, ma purtroppo la situazione ancora non trova sistemazione. Un po' più giù invece, basta imboccare una piccola traversa della via principale per trovarsi di fronte ad un ponticello su uno scarico a cielo aperto. Un grosso tubo di cemento sotto il terreno dal quale fuoriescono liquami non identificabili che si mettono in quello che nella stagione delle piogge è un piccolo torrente. Anche questa, forse, sarebbe una situazione da verificare.




