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CASE FANTASMA, IL MISTERO SI INFITTISCE
Venerdì 08 Luglio 2011 00:00
Si prepara a presentare il suo libro Fatti e Misfatti ma l'opera dell'avvocato Pucci, nel concreto continua nel tentativo di sviscerare quello che può essere definito un potenziale misfatto dei giorni nostri.
Nei mesi scorsi anche su queste pagine avevamo portato alla luce il caso dell'esistenza a Maenza, ma anche in altri piccoli centri abitati dei Monti Lepini, di quelle che avevamo definito "case fantasma"; delle abitazioni acquistate da 'fantomatici' proprietari ma poi restate inutilizzate nel corso degli anni con susseguente deperimento degli stessi immobili degenerati a tal punto, in alcuni casi, da divenire pericolosi persino per la sicurezza. Sulla stessa lunghezza d'onda della curiosità innescata dai primi interventi in merito di Sandro Pucci che ora aggiunge particolari alla vicenda: "Tempo addietro ci siamo interessati al problema che alcune abitazioni del centro storico di Maenza subivano dei danni a causa di infiltrazioni di acqua e umidità causate da abitazioni abbandonate". Questo l'antefatto scoperto grazie alle segnalazioni fornite al Pucci nella qualità di legale dai vicini delle cosiddette "Case Fantasma". Pucci prosegue quindi: "Abbiamo scoperto anche a seguito delle ricerche fatte e dall'impossibilità di notificare da parte del Comune di Maenza, I'ordinanza per l'eliminazione delle situazioni di pericolo, che i proprietari delle case sono svaniti nel nulla. Non ci siamo dati per vinti,anzi, abbiamo scoperto alcune cose interessanti che prima o poi ci porteranno alla pur faticosa risoluzione del problema". Le indagini, afferma lo stesso Pucci, hanno fornito infatti esiti interessanti: "Abbiamo constatato che intestataria degli immobili è una Associazione denominata LAZIO ARTE ONLUS il cui rappresentante risulta deceduto e abbiamo anche scoperto che gli acquisti degli immobili sono stati tutti fatti tra il 1998 e il 1999 presso un notaio con sede in Roma e hanno interessato anche i Comuni di Sonnino, Priverno e Norma. A Maenza vennero acquistati 5 immobili, a Norma 7, a Sonnino 11 e a Priverno addirittura 16. Su qualche immobile vi sono stati atti esecutivi che hanno portato al pignoramento. Sono convinto che arriveremo presto al bandolo della matassa poiché pensiamo che tali immobili siano stati acquistati con qualche generoso finanziamento o mutuo erogato da qualche istituto bancario. Per gli immobili di Maenza, per quelli mi sto occupando, ho ricevuto incarico per valutare se esistono i presupposti giuridici per chiedere alla Procura della Repubblica di eseguire dei sequestri cautelativi al fine di accertare la proprietà e di risolvere il problema anche con I'acquisizione al patrimonio del Comune".




