- Errore
IMMONDIZIA NON RACCOLTA: PERCHÈ?
Mercoledì 22 Giugno 2011 14:22
Sembra davvero che siamo di fronte ad un caso in cui nessuno ha colpe, tutti hanno le loro ragioni e l'immondizia resta nelle case dei maentini.
Partiamo dai fatti: la Nuova Gea srl (società a responsabilità limitata nata in accordo tra i comuni di Sonnino, Maenza e Bassiano con quote azionarie equamente ripartite al 33,33%) è la ditta che da anni (delibera del Consiglio Comunale numero 3 del 10 gennaio 2006) gestisce l'appalto della raccolta rifiuti nel Comune di Maenza oltre che ovviamente di Sonnino e Bassiano. A Maenza, come negli altri due centri lepini menzionati, è attiva ormai da anni una raccolta differenziata molto particolareggiata e integrale. Qui però nasce già il primo dubbio riguardante le bollette che anziché diminuire in considerazione degli incentivi per tale raccolta ecologica condotta dai cittadini, quest'anno sono invece aumentate del 10% circa con ovvio discapito dell'utente e a vantaggio di chi gestisce il servizio; ma non vogliamo entrare in merito, almeno non in questa sede, dei costi e delle accresciute esigenze che hanno prodotto un simile aumento. Annotiamo però che il Comune, lo scorso 28 Maggio ha determinato (protocollo 2425) di liquidare alla Nuova Gea srl la somma di euro 21.679,53 a saldo delle fatture numero 53 del 22/10/2010 di euro 6.388,71 e numero 54 del 22/10/2010 di euro 15.290,82, relativa a maggiori costi del servizio raccolta e trasporto R.S.U. nell'anno 2010 mentre l'ammontare della fattura presentata dalla Nuova Gea, relativa al mese di maggio, numero 23 dell'importo di euro 19mila e spicci, è stata prontamente pagata come attesta la determina numero 100 del 7/06/2001 protocollata lo stesso giorno con il numero 2564. Ciò premesso succede però che, a fronte di tanta puntualità ed esattezza nei pagamenti, il servizio di raccolta è 'alquanto' carente, e sempre più spesso nelle zone periferiche (sia Monte Acuto e sia Farneto che in pratica raccolgono il maggior numero di residenti a Maenza rispetto al centro storico) gli operai deputati alla raccolta non passano proprio lasciando sacchetti ricolmi di rifiuti maleodoranti (e l'arrivo del caldo non fa propendere affatto verso un'attenuazione del problema) nelle case dei cittadini che però le bollette le pagano regolarmente. Colpa degli operai penserete allora ad una prima conclusione sommaria. Nient'affatto perché gli stessi reclamano anzi addirittura il fatto che non vengono regolarmente retribuiti per gli stipendi ordinari, figurarsi se qualcuno gli riconosce gli straordinari. Proprio perché gli straordinari non vengono pagati dalla Nuova Gea, gli stessi operai hanno indetto uno sciopero per il prossimo 30 Giugno. A questo punto un'altra conclusione sommaria ci potrebbe stare: ma perché gli operai per fare l'ordinario hanno bisogno dello straordinario? O perché sono lenti, o perché il pano organizzativo della raccolta è sottodimensionato rispetto alle esigenze. Ancora una volta le risposte sono sbagliate entrambe. Perché? Perché il contratto stipulato tra la società incaricata di svolgere il servizio e l'ente comunale prevede l'impiego di un certo numero di personale e un certo numero di macchine che però riesce ad essere garantito solo a pieno organico. Per ferie, malattie e assenteismo di vario genere (non vogliamo indagare neppure in questo caso), gli operai in servizio si ritrovano ad essere sempre meno del dovuto. E le assenze registrate quotidianamente si ripercuotono sul servizio stesso. Addirittura in estate Maenza si trova ad assumere di tasca sua del personale da affiancare a quello stipendiato dalla Gea per potenziare il servizio e tale personale però poi viene dirottato negli altri due comuni. Qui completiamo l'elencazione dei dati a disposizione che però non ci permettono ancora di arrivare ad una soluzione del caso. Cerchiamo quindi di progredire: nella contesa abbiamo individuato quattro parti di cui: 1) i cittadini pagano per il servizio, mettono fuori l'immondizia e a volte (ultimamente spesso) nessuno la passa a prendere; 2) gli operai (intendiamo per tali quelli in servizio) svolgono il lavoro nelle ore previste dal loro contratto e fanno quello che possono non riuscendo a coprire tutto il territorio per una carenza numerica oggettiva; 3) il Comune che ha sottoscritto il contratto, paga i canoni dovuti alla Gea e pure gli aumenti con precisione e puntualità; 4) la Nuova Gea srl, che è una società che cerca guadagno, paga i suoi operai solo per le ore previste (a volte un po' in ritardo) e non paga gli straordinari (che servirebbero), gestisce la forza lavoro a disposizione smistandola secondo propri criteri (che a volte paiono discutibili) il tutto, ovviamente, per garantirsi un utile. Chiariti i fatti e le parti in gioco, chi è che deve muoversi e come deve farlo, lo lasciamo a voi visto che a noi sembra fin troppo ovvio.




