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SPAZI ALL’ESTERNO, LA CROCIATA DEI GESTORI

Mercoledì 08 Giugno 2011 14:59

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tavolinimaenzadi Luca Morazzano

Alla faccia del buon senso, la questione degli spazi esterni per i bar non ha trovato una soluzione. Per completezza di informazione riportiamo l'antefatto della vicenda: è consuetudine in estate per bar e locali pubblici incrementare gli spazi a loro disposizione mettendo dei tavolini all'esterno del proprio locale.

Ovviamente ciò comporta l'occupazione di suolo pubblico, e per questo è previsto il pagamento di una tassa al comune. Negli anni passati tale consuetudine si è rivelata particolarmente gradita agli esercenti maentini che proprio in estate, riuscivano a calamitare quella clientela che permetteva di aumentare gli incassi e in un certo qual modo fare scorta anche per i mesi invernali in cui il flusso è ben minore. Dati gli spazi ristretti a disposizione, oltre che a destra e a sinistra della propria entrata, i tavolini venivano posti anche di fronte, dall'altra parte della strada. Questo ovviamente apriva però una questione sicurezza sia per i clienti che per gli stessi avventori. Soprattutto il problema si apriva per le attività posizionate su via della Circonvallazione. Per ovviare a tale problema di sicurezza, l'amministrazione ha ben pensato quest'anno di vietare la possibilità di posizionare i tavolini dalla parte opposta della strada rispetto all'entrata del locale con scontato malumore da parte dei titolari delle stesse attività. In particolare, a farsi sentire, è Tommaso Iagnocco che ci racconta: "Premetto che prima di questo sfogo ho cercato un punto di incontro come testimoniano le lettere protocollate rivolte al sindaco e all'assessore competente. Ho però trovato un muro di gomma. La scorsa estate, l'indirizzo dell'amministrazione era opposto a quello di quest'anno". Ad avvallare la propria istanza Iagnocco mostra una lettera del Comune datata 28/6/2010, con protocollo numero 3027 che recita tra l'altro al punto 1b: "la superficie occupata (e autorizzata) deve essere delimitata da ringhiere in ferro battuto (oppure in legno) tutte uguali, con fioriere e all'interno una padana di altezza di circa 15-20 centimetri grande quanto lo spazio assegnato). Nell'attesa della definizione di quanto stabilito al punto 1b, ciascun proprietario provvederà, in via provvisoria, a delimitare l'area con vasi di fiori". In base a questo Iagnocco specifica: "Lo scorso anno quindi, a stagione in corso, ho delimitato tutto con fioriere ma quest'anno ho commissionato la realizzazione di quanto richiesto sostenendo una spesa di circa duemila euro ai quali, per la messa in opera avrei dovuto aggiungerne quasi altri mille. Dico avrei perché al momento della solita richiesta di occupazione, mi sono visto negare il permesso (protocollo 51 del 26/05/2011) per i tavolini dall'altra parte della strada. Ho cercato un punto di accordo ma è stato tutto vano. Che ci faccio ora con tutto il materiale? E il mancato incasso chi me lo ripaga? Di certo in questo modo l'assessore e il sindaco non difendono gli operatori di commercio". Parole sacrosante da parte di chi ha investito del proprio in una situazione che, assodata l'esigenza primaria di garantire la sicurezza, avrebbe semmai richiesto più buon senso da parte delle autorità. Il problema del signor Iagnocco infatti investe anche altri operatori compromettendo seriamente la loro situazione economica. Magari lo studio di una limitazione del traffico, l'ausilio di attraversamenti pedonali rialzati, o lo spostamento della carreggiata di transito sulla sinistra della via mandando a passare le auto sulle aree adesso adibite a parcheggio con aumento dello spazio antistante sfruttabile per il posizionamento dei tavolini, potrebbero costituire dei palliativi alla soluzione della vicenda. Staremo a vedere.Alla faccia del buon senso, la questione degli spazi esterni per i bar non ha trovato una soluzione. Per completezza di informazione riportiamo l'antefatto della vicenda: è consuetudine in estate per bar e locali pubblici incrementare gli spazi a loro disposizione mettendo dei tavolini all'esterno del proprio locale. Ovviamente ciò comporta l'occupazione di suolo pubblico, e per questo è previsto il pagamento di una tassa al comune. Negli anni passati tale consuetudine si è rivelata particolarmente gradita agli esercenti maentini che proprio in estate, riuscivano a calamitare quella clientela che permetteva di aumentare gli incassi e in un certo qual modo fare scorta anche per i mesi invernali in cui il flusso è ben minore. Dati gli spazi ristretti a disposizione, oltre che a destra e a sinistra della propria entrata, i tavolini venivano posti anche di fronte, dall'altra parte della strada. Questo ovviamente apriva però una questione sicurezza sia per i clienti che per gli stessi avventori. Soprattutto il problema si apriva per le attività posizionate su via della Circonvallazione. Per ovviare a tale problema di sicurezza, l'amministrazione ha ben pensato quest'anno di vietare la possibilità di posizionare i tavolini dalla parte opposta della strada rispetto all'entrata del locale con scontato malumore da parte dei titolari delle stesse attività. In particolare, a farsi sentire, è Tommaso Iagnocco che ci racconta: "Premetto che prima di questo sfogo ho cercato un punto di incontro come testimoniano le lettere protocollate rivolte al sindaco e all'assessore competente. Ho però trovato un muro di gomma. La scorsa estate, l'indirizzo dell'amministrazione era opposto a quello di quest'anno". Ad avvallare la propria istanza Iagnocco mostra una lettera del Comune datata 28/6/2010, con protocollo numero 3027 che recita tra l'altro al punto 1b: "la superficie occupata (e autorizzata) deve essere delimitata da ringhiere in ferro battuto (oppure in legno) tutte uguali, con fioriere e all'interno una padana di altezza di circa 15-20 centimetri grande quanto lo spazio assegnato). Nell'attesa della definizione di quanto stabilito al punto 1b, ciascun proprietario provvederà, in via provvisoria, a delimitare l'area con vasi di fiori". In base a questo Iagnocco specifica: "Lo scorso anno quindi, a stagione in corso, ho delimitato tutto con fioriere ma quest'anno ho commissionato la realizzazione di quanto richiesto sostenendo una spesa di circa duemila euro ai quali, per la messa in opera avrei dovuto aggiungerne quasi altri mille. Dico avrei perché al momento della solita richiesta di occupazione, mi sono visto negare il permesso (protocollo 51 del 26/05/2011) per i tavolini dall'altra parte della strada. Ho cercato un punto di accordo ma è stato tutto vano. Che ci faccio ora con tutto il materiale? E il mancato incasso chi me lo ripaga? Di certo in questo modo l'assessore e il sindaco non difendono gli operatori di commercio". Parole sacrosante da parte di chi ha investito del proprio in una situazione che, assodata l'esigenza primaria di garantire la sicurezza, avrebbe semmai richiesto più buon senso da parte delle autorità. Il problema del signor Iagnocco infatti investe anche altri operatori compromettendo seriamente la loro situazione economica. Magari lo studio di una limitazione del traffico, l'ausilio di attraversamenti pedonali rialzati, o lo spostamento della carreggiata di transito sulla sinistra della via mandando a passare le auto sulle aree adesso adibite a parcheggio con aumento dello spazio antistante sfruttabile per il posizionamento dei tavolini, potrebbero costituire dei palliativi alla soluzione della vicenda. Staremo a vedere.