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IN TREDICI PER UN SOLO POSTO

Mercoledì 11 Maggio 2011 17:51

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latinapalazzocomunaleSimone Di Giulio

Sono la bellezza di 13 gli aspiranti sindaco nella corsa al successore di Vincenzo Zaccheo, caduto lo scorso aprile per il 'fattaccio' ripreso dalle telecamere di Striscia la Notizia e conclusosi con la caduta del suo governo. Tredici contendenti, supportati da 785 candidati alla carica di consigliere comunale divisi in 26 liste (un record assoluto per il capoluogo pontino), che in questi mesi di commissariamento hanno dato vita ad una campagna elettorale che comunque passerà alla storia.

Ai cosiddetti 'big' in rappresentanza dei due maggiori poli della politica italiana, Giovanni Di Giorgi per il Popolo della Libertà e Claudio Moscardelli per il Partito Democratico, si sono aggiunti altri simboli e tantissimi altri candidati, chiaro segnale che il bipartitismo a Latina non funziona e che, nonostante i tagli del governo centrale che di fatto abbasseranno il numero di consiglieri comunali nella pubblica assise, ognuno mira a ritagliarsi uno spazio tutto suo, stretto, evidentemente, dalle logiche dei partiti maggiori. Oltre al Partito Democratico Claudio Moscardelli potrà contare sul sostegno di Sì per Latina, Alleanza per l'Italia, L'Italia dei Valori, Partito Socialista Italiano, Sinistra e Libertà e Agricoltura Mare Turismo. Dal canto suo Giovanni Di Giorgi, oltre al Popolo della Libertà e alla lista che porta il suo nome sarà sostenuto da Lista Cirilli Progetto per Latina, Unione di Centro, Città Nuove, La Destra e la Lega Federalista. Gli altri candidati che si contenderanno un numero sufficiente di voti da poter garantire un peso specifico qualora nessuno riuscisse ad imporsi al primo turno (previsto naturalmente il 15 e 16 maggio, eventuale ballottaggio due settimane più tardi) sono Filippo Cosignani in rappresentanza di Futuro e Libertà, Marco Fioravante della lista civica Il Patto, Giancarlo Nardin di Latina Futura, Marco Gatto con Latina Capitale, Ruggero Mantovani per Alternativa Comunista, Sergio Sciaudone per Sinistra per Latina, Delio Redi con Alleanza di Centro, Franco Autieri sostenuto da Movimento per le Provincie e Movimento Sociale, Danilo Calvani in rappresentanza del C.R.A. Cittadini Italiani, Giampiero Oddi con la lista Noi Sud e Giuseppe Vacciano con il Movimento Cinque Stelle Latina. Insomma una lista lunghissima di nomi e facce che nel corso dei mesi hanno invaso letteralmente il capoluogo a suon di slogan e iniziative più o meno valide. L'obiettivo per la massa è quello che si arrivi al ballottaggio (che alla luce delle prime indicazioni pre-voto sembra lo scenario più realizzabile) e lo scopo (non dichiarato), per quelli che al ballottaggio non ci arriveranno, è far pesare i voti raccolti al primo turno per cambiare le carte in tavola a chi si contenderà la poltrona di primo cittadino. L'impressione, comunque, è che i cittadini di Latina non abbiano troppo gradito questi eccessi figli della voglia di apparire a tutti i costi e nelle previsioni non si esclude nemmeno una forte componente di astenuti, chiaro segnale del distacco ormai palese tra la classe politica di questa provincia e i cittadini-elettori che si sentono chiamati in causa solo alla vigilia delle urne elettorali.