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INAUGURATO IL SUPER ELETTRODOTTO SAPEI
Mercoledì 23 Marzo 2011 15:17
È stato inaugurato lo scorso 17 marzo a Borgo Sabotino l'elettrodotto più profondo al mondo. Tra i presenti alla cerimonia d'inaugurazione il Ministro allo Sviluppo economico Paolo Romani, accompagnato dal presidente e amministratore delegato di Terna, Luigi Roth e Flavio Cattaneo, e da tutte le autorità civili e militari della provincia.
Il più lungo ponte elettrico del Mediterraneo, 435 chilometri per 1000 mega watt di potenza, parte dalla stazione di Fiumesanto, in Sardegna, e approda sul litorale pontino, a Borgo Sabotino, a un passo dalla centrale nucleare, in una stazione di conversione che occupa un suolo di 35mila metri quadrati. La struttura è a 1640 metri in fondo al mare, realizzata in soli 48 mesi e con un investimento di 750milioni di euro, finanziato per il 50% dalla società Terna e per la parte residua con uno stanziamento di 373 milioni di euro della Banca Europea per gli Investimenti. "L'opera consentirà un risparmio di 70 milioni di euro l'anno per il sistema elettrico nazionale - spiega Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna - senza produrre energia nuova, ma ottimizzando l'esistente e cercando di localizzarlo in modo più efficiente". E riguardo al Sapei il ministro ha detto: "Il Sapei rappresenta un importante passo in avanti sul fronte energetico per il nostro Paese. Nel giorno in cui celebriamo l'Unità d'Italia attiviamo una grande infrastruttura che collega la Sardegna al Lazio. Un elettrodotto che si colloca all'interno della strategia energetica nazionale voluta dal Governo con il piano straordinario per il risparmio energetico. Una parte importante di questo piano consiste proprio nella realizzazione di grandi infrastrutture per razionalizzare la rete, ridurre i prezzi delle bollette e diversificare le fonti". Dopo la cerimonia il ministro, in seguito al sisma in Giappone, ha fatto delle riflessioni sul nucleare auspicando una pausa di riflessione in merito all'ipotesi di nuove centrali in Italia. "Qui c'è una vecchia centrale in decomissioning per via di una scelta fatta dal Paese sull'onda dell'emozione di Chernobyl. Oggi siamo preoccupati. Quello che accade in Giappone è qualcosa che non immaginavamo di vedere più. Oggi tutto questo impone una riflessione, ma non è un dibattito tra favorevoli e contrari al nucleare, è invece un problema di sicurezza. In Italia resta il problema dell'energia". Nucleare sì, ma con criterio. E con la condivisione dei territori e degli enti locali. "La legge non prevede un parere obbligatorio - conclude il ministro - ma dopo un referendum non si possono fare scelte di questo tipo che non siano condivise con i territori. Ci sono consultazioni pubbliche, verifiche e conferenze dei servizi. Solo dopo arriva il via libera".




