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TORNA D’ATTUALITÀ L’ALLARME NUCLEARE
Giovedì 17 Marzo 2011 10:26
Dopo il sisma nelle centrali in Giappone, l'allerta nucleare ripropone la questione anche nella provincia di Latina. In merito a ciò, la commissione provinciale sull'Ambiente si è riunita lo scorso martedì 15 marzo per presentare un documento politico, attraverso il quale manifestare ancora una volta il suo no al ritorno all'energia nucleare nella centrale di Borgo Sabotino.
"Diremo ancora no al nucleare - ha sostenuto con fermezza il presidente della commissione Ambiente, Enrico Della Pietà - perché Latina ha già dato. Una presa di posizione chiara e unitaria è indispensabile per garantire che non ci sia un ritorno del nucleare sul nostro territorio". Anche il presidente di Libere Idee, Andrea Giansanti, è intervenuto sul tema, queste le sue dichiarazioni: "Sono passati esattamente dieci anni da quando venne presentato il progetto di riconversione del sito della centrale nucleare di Borgo Sabotino in impianto ad energia solare, con 'specchi' capaci di produrre circa metà dell'intero fabbisogno di Latina. Il progetto - spiega Giansanti - era completamente finanziato, parte dallo Stato e dalla Regione e parte da un consorzio di privati a cui aveva aderito anche l'Eni. L'obiettivo era quello di ottenere energia pulita ad un costo di circa 50 centesimi di euro per kilowattora, meno della metà del nucleare, senza contare gli ulteriori incentivi del Conto Energia. Inoltre il solare termodinamico era un progetto italiano, a differenza del nucleare". Il presidente di Libere Idee ricorda quello che è accaduto: "L'11 ottobre 2004, il sindaco Vincenzo Zaccheo bocciò l'iniziativa dicendo che avrebbe creato inquinamento luminoso. Nel novembre successivo Rubbia fu costretto ad abbandonare definitivamente il progetto di Borgo Sabotino, lamentando troppa burocrazia e bastoni tra le ruote, e si concentrò sull'impianto solare 'gemello' di Priolo, in Sicilia, che è stato regolarmente completato e inaugurato nello scorso luglio. Latina non solo ha perso una gigantesca opportunità sotto il profilo energetico, occupazionale, e di riconversione del sito di Borgo Sabotino, ma oggi si ritrova col rischio di ospitare il deposito nazionale di scorie nucleari".




