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STRISCE BLU, DIVAMPA LA POLEMICA
Giovedì 03 Marzo 2011 11:16
Dopo il servizio mandato in onda dalle "Iene" sull'illegalità di alcune strisce blu, si è riaperta la questione sui parcheggi. I parcheggi blu per tutto il centro della città di Latina non sarebbero a norma perché contrari alla Legge italiana e alla Giurisprudenza (cfr. Cass. n.116/07).
Altra anomalia riscontrata è quella sugli ausiliari del traffico che emettono verbali anche al di fuori delle strisce blu di loro pertinenza. Ciò risulterebbe contrario alla Legge italiana e alla Giurisprudenza (cfr. Cass. Sez. Un. 5621/09). Inoltre il piano sosta del Comune che ha affidato in concessione la gestione delle soste a pagamento ad una società privata lascia perplessi. Dipendenti di società private con le competenze dei vigili urbani si aggirano, quindi, tra le macchine parcheggiate e comminano multe, interpretando in maniera molto estensiva l'art. 157/5 del cds, appongono come causale sempre la stessa dicitura, 'fuori appositi spazi'. "In base ad una non superficiale interpretazione della normativa del codice della strada si può seriamente valutare, non solo l'ipotesi di impugnare le multe, ma di rivedere l'intero piano sosta del Comune. Il prossimo amministratore della città rischia di ritrovarsi tra le mani l'ennesima patata bollente". Queste le affermazioni dell'avvocato Fabrizio Cannizzo, esponente del movimento L'Altra Faccia della Politica, che già da tempo aveva segnalato le anomalie delle strisce blu cittadine e le incongruenze normative con il codice della strada. Sulla delicata questione è intervenuta anche l'associazione Libere Idee. Il presidente Andrea Giansanti ha spiegato: "Si tratta dell'ennesima eredità lasciataci dalla fallimentare giunta Zaccheo, che grava sulle tasche dei cittadini. Quando le strisce blu invasero tutta l'area entro la circonvallazione di Latina lanciammo la proposta dello sciopero della sosta, ovvero l'astensione dall'usufruire dei parcheggi a pagamento, affinché nemmeno un euro entrasse nelle casse del Comune, e per costringere la società concessionaria a rescindere il contratto, come già accaduto altrove. Nonostante le affermazioni della giunta e della maggioranza consiliare, infatti, era lampante il fatto che non si trattava di un'operazione tesa a decongestionare il traffico cittadino, ma solamente di un bieco sistema per tentare di fare cassa, considerate le condizioni asfittiche del bilancio comunale che il commissariamento ha portato finalmente alla luce". Giansanti approfondisce anche i possibili rimedi: "Per quanto riguarda la situazione dello Scalo - conclude il presidente di Libere Idee - è indispensabile sia garantire un numero adeguato di stalli gratuiti, decisamente superiore a quello attuale, sia progettare un sistema di trasporto pubblico all'altezza, e non il ridicolo tram-lumaca falsamente chiamato metro leggera. Nel centro cittadino bisogna ripristinare l'equilibrio fra parcheggi gratuiti e a pagamento e, se si vuole davvero decongestionare il traffico, ridurre l'inquinamento e restituire il centro ai latinensi, sarebbe opportuno interdire alle auto almeno la zona tra via Eugenio di Savoia e via Oberdan, soluzione di cui beneficerebbero anche i negozi, con un vero e proprio centro commerciale a cielo aperto".




