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ARSENICO, MEA CULPA DELLA ASL

Giovedì 17 Febbraio 2011 11:10

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acqualatina2di Sabrina De Filippis

"Si è verificata una situazione di sovrapposizione di decisioni degli Enti preposti alla disciplina delle determinazioni in materia di acque potabili (Ministero e Regione) che hanno ingenerato dubbi e differenti interpretazioni in materia".

Questa l'ammissione del Dipartimento di Prevenzione-UOC Igiene degli Alimenti e Nutrizione dell'Azienda USL Latina, che in merito alla situazione dell'emergenza idro-potabile dovuta alla presenza di arsenico, fa un velato mea culpa. "Siamo soddisfatti - afferma in una nota Sergio Sciaudone, segretario di Rifondazione Comunista di Latina - che in soli 10 giorni dalla presentazione del nostro esposto in Procura si sia finalmente creata una cordata di partiti e associazioni sensibili al problema". Secondo Sciaudone: "Ora l'Azienda Sanitaria Locale ammette la verità e cambia i dati: fa marcia indietro. Ma il commissario prefettizio ancora no". Tutto è cominciato un mese fa quando i Comuni di Latina, Sermoneta, Cisterna e Cori avevano emesso delle ordinanze che si rifacevano a una deroga, mai concessa dall'Unione Europea, che stabiliva il tetto massimo 20mg di arsenico per litro. La direttiva europea prevedeva invece 10mg per litro. Per un mese sono circolate informazioni sbagliate in provincia e i Comuni hanno ignorato il tetto massimo. E' di qualche giorno fa l'ultima ordinanza emessa dal commissario Nardone per l'utilizzo errato dell'acqua. Sciaudone prosegue specificando che il limite di 10 mg per litro è da ritenersi a valenza generale, quindi per tutti gli usi sia domestici sia industriali. Come confermato dall'Asl nel comunicato. Sia la Asl, sia l'Ordine dei medici di Latina non hanno accettato i contenuti del manifesto, affermando che di fronte alle divergenze sorte tra enti che hanno preparato il testo del manifesto sull'arsenico presente nelle acque potabili, ha deciso di non promuovere la diffusione di tale manifesto tra i propri iscritti nell'attesa di un chiarimento definitivo. Queste alcune delle dichiarazioni espresse dall'Ordine dei Medici sui limiti arsenico. "Se le incertezze - continua l'Ordine - e le diversità d'opinione dei veri enti non dovessero risolversi in breve tempo sarà predisposto un manifesto per fornire informazioni chiare, affidabili e scientifiche sui rischi della presenza d'arsenico nelle acque potabili e anche nei cibi". Acqualatina in riferimento a diversi articoli pubblicati su alcuni quotidiani locali in merito a quanto riportato nell'informativa istituzionale all'utenza sul tema arsenico, chiarisce alcuni punti: "A differenza di quanto riportato negli articoli, in merito al contenuto dell'informativa all'utenza concordata e sottoscritta dall'ASL di Latina, dall'ATO4, da ARPA Lazio, Acqualatina S.p.A. ed i Comuni di Cori, Cisterna di Latina e Sermoneta, occorre chiarire che non vi è alcun errore nell'informazione fornita all'utenza sul tema arsenico nell'ATO4. Il testo dell'informativa, infatti, non menziona affatto la sussistenza di una deroga a 20 microgrami/litro per i valori di arsenico nell'ATO4 - Lazio Meridionale". Acqualatina, quindi, ritiene estremamente importante che le informazioni in materia di salute pubblica vengano diffuse in maniera corretta e responsabile, senza creare ingiustificato allarme nella collettività e senza favorire un clima di sfiducia nei confronti degli organi Istituzionali.