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ANCORA ALLARME ARSENICO IN PROVINCIA
Giovedì 10 Febbraio 2011 13:39
E' dai primi di gennaio che nel Lazio è stato dichiarato lo stato di emergenza per l'eccesso di arsenico nell'acqua potabile.
La Commissione Europea dal 28 ottobre del 2010 ha concesso deroghe all'Italia fino a 20 microgrammi/ litro sul limite consentito di concentrazione di arsenico nell'acqua solo per 8 Comuni siti in Toscana e Lombardia, mentre ha bocciato la richiesta di deroga a 50 microgrammi/litro avanzata dalla Regione Lazio. Le commissioni ambiente e sanità della provincia di Latina si sono dunque trovate di fronte ad inizio dicembre 2010 la delicata questione, convocando subito il 6 e il 13 dello stesso mese due riunioni urgenti e coinvolgendo nella problematica i rappresentanti di Acqualatina, ARPA, ATO4 e ASL. E intanto Il Commissario Straordinario dr. Guido Nardone, con propria ordinanza, ha disposto il divieto dell'uso dell'acqua dell'acquedotto comunale nell'area territoriale di Le Ferriere e Borgo Bainsizza. Si tratta di un provvedimento cautelativo, considerato che la linea di adduzione dell'acquedotto al servizio di Bainsizza e Ferriere è la stessa che serve le località di Borgo Montello, Borgo Santa Maria e Borgo sabotino, già oggetto di precedenti, analoghe ordinanze con il divieto dell'uso dell'acqua a fini alimentari per eccessiva presenza di arsenico. "La situazione- ha dichiarato il Presidente Cusani- è sotto controllo, la strumentalizzazione sul tema mi indigna e l'efficace gestione dell'emergenza e la graduale risoluzione del problema valga d'esempio. Se avessimo avuto gestori pubblici, forse non avremmo avuto gli stessi risultati". Lo scorso 7 febbraio 2011 a Latina, presso il liceo scientifico "Grassi" il Codacons in merito alla questione ha organizzato un incontro con i cittadini per parlare del problema dell'acqua all'arsenico. L'incontroconfronto si è tenuto per capire e cercare di affrontare un problema che ormai impone una presa di coscienza da parte di tutti i Cittadini affinché lo Stato e le Regioni provvedano a prendere le idonee misure del caso. Il Codacons, inoltre, ha deciso di agire con un'azione collettiva nei confronti di Stato e Regione per chiedere un risarcimento per i danni subìti dall'uso dell'acqua potabile avvelenata dalla concentrazione di arsenico fuori dai limiti imposti dalla normativa europea. Il dirigente provinciale del Partito democratico Luigi Di Mambro, chiede una commissione d'indagine provinciale sull'operato e le presunte omissioni da parte della società Acqualatina sul caso arsenico. Attraverso una lettera al presidente della Provincia Armando Cusani Di Mambro chiede che la Provincia di Latina faccia quello che le compete per legge, ossia il controllore dell'operato svolto dal gestore del servizio idrico integrato. Molti gli interventi in merito alla questione, molte le discussioni, le polemiche ma i problemi per il superamento delle percentuali di arsenico nell'acqua dell'acquedotto di Latina continuano e a rimetterci sono sempre i cittadini.




