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AGRICOLTORI SUL PIEDE DI GUERRA
Giovedì 20 Gennaio 2011 16:00
"Entro il prossimo 26 gennaio, in mancanza di risposte concrete, ci sentiamo autorizzati a compiere ogni iniziativa di protesta sotto qualsiasi forma e senza preavviso. Siamo disperati ma determinati, non avendo più nulla da perdere".
E' questa la dura posizione del CRA (Comitati Riuniti Agricoltori), che nei giorni scorsi ha scritto una missiva indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al ministro degli Interni Roberto Maroni e al Prefetto di Latina Antonio D'Acunto. Nella missiva, firmata dal presidente nazionale Danilo Calvani e dai vicepresidenti Roberto Reginaldi e Mario Peciarca, si legge: "Lo status quo sta portando sempre di più alla massima disperazione intere famiglie, che dopo quattro anni di continue violazioni dei nostri diritti costituzionali non hanno più voglia di manifestare in maniera "normale", poiché iniziamo a capire che forse non è più tempo di parole, di promesse, di tavole rotonde, comizi politici, di tutti gli schieramenti che promettono l'impossibile, mentre noi chiediamo solo lavoro e rispetto dei sacrifici delle nostre famiglie, salvare le nostre aziende, la nostra terra, la nostra storia. Sabato 8 gennaio si svolgeva l'ultima manifestazione alla ricerca di un dialogo per la soluzione di una crisi che ha ucciso l'agricoltura italiana, madre di tutte le generazioni, volano dell'economia da sempre, e di conseguenza dell'intero indotto, che vede il Paese in ginocchio. In occasione della manifestazione, civile e nel pieno rispetto delle leggi, il direttivo consegnava e affidavamo nelle mani della Questura la missiva. Da quel giorno non abbiamo avuto nessuna notizia, né ufficiosa né ufficiale. Noi siamo e ci sentiamo cittadini italiani, e in nome della nostra grandissima costituzione, ci sentiamo in dovere di difenderci e di difenderla in qualsiasi modo".




