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FEDERALBERGHI LANCIA L’ALLARME
Lunedì 24 Maggio 2010 11:10
Luisa Belardinelli
Come una tendenza nazionale incida su quella locale è un dato di fatto, salvo alcune rare eccezioni. Il turismo non va, la sua crescita è pari a zero: “E’ come sentire il polso stabilmente debole di un infermo: non ci sono segnali che possono far pensare ad una crisi imminente ma sta di fatto che il malato non guarisce”.
Con questa metafora FederAlberghi, ha rappresentato alla Commissione Industria, Commercio eTurismo del Senato lo stato del Settore,dopo le difficoltà del 2009 e nel pieno delle criticità dell'estate in corso. Pur registrando nel mese di giugno a livello nazionale un+1,3% di pernottamenti alberghieri rispettoallo stesso periodo del 2009, il primo semestre del 2010, turisticamente parlando, segna un indice in stallo senza aumenti né decrementi, a dimostrazione di una situazione economicamente ancora in crisi. Edecco che il tutto si ripercuote anche dalle nostre parti. La nostra provincia non è competitivasul mercato turistico ed è statasvantaggiata all'inizio della stagione estiva,da un tempo per così dire 'tropicale'. Ma il tempo, è evidente, non può essere l'unico fattore che ha inciso sulla crisi. La situazione generale è di stagnazione, da noi è più marcata considerando i brevi periodi di stagionalità, della qualità del turismo offerto edella mancata politica di programmazione.La maggiore criticità, sottolinea FederAlberghi, è significativa alle voci tariffe e fatturati e nella componente forza dilavoro. Dai dati ufficiali dell'Istat, emergeche le tariffe alberghiere da gennaio a maggiosono diminuite a livello nazionaledell'1% (a fronte di un tasso d'inflazione dell'1,3%) e l'occupazione dei dipendentidel settore turistico ha subito a giugno unaperdita complessiva del 3%. Il risultato ciporta a denunciare, pur in un contesto dimaggiore competitività tariffaria dell'offerta,un calo, in Provincia di Latina più marcato,attorno almeno al 5-7% dei fatturatidelle imprese, costrette peraltro ad espellere non solo lavoratori a tempo determinato(-2% da gennaio a giugno) ma anche quellia tempo indeterminato (-3,7% da gennaio agiugno) per abbattere sempre di più crescenticosti d'esercizio. Sintetizzando, nelperiodo gennaio-giugno gli indicatorisono: +0% di presenze (ed il -3% di lavoratorioccupati di cui -3,7% a tempo indeterminatoe -2% a tempo determinato). "E'tempo - spiegano i rappresentanti diFederAlberghi - che gli organismi istituzionalipreposti, che pur hanno colto alcuninostri segnali, mettano ora mano a misuredi politica economica favorevoli al settore,per consentirci di interrompere l'emorragiadi lavoratori ed al contempo avviare quellafase di reale recupero di quote di mercato,finora annunciato da improbabili rilevazionistatistiche che cozzano in modo platealecon la cruda realtà dei numeri con i quali glialbergatori hanno a che fare giorno pergiorno". E conclude la nota diFederAlberghi: "La Provincia di Latina ingenerale perde sistematicamente mercato e qualità turistica, non riesce a programmarsied evidenzia una sempre più marcata insensibilità alla programmazione di unturismo comprensoriale, e in questo caso direcupero di competitività, da parte di coloroche ne hanno competenza e titolarità".




