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TRENI, SIAMO UOMINI O PENDOLARI?
Giovedì 02 Dicembre 2010 09:27
di Luisa Belardinelli
"Sfogliavo" internet e ad un tratto sono incappata a leggere i miei diritti da pendolare. Da una curiosissima inchiesta su 25 tratte su Milano, Roma e Napoli, emerge quanto i treni italiani siano in netto declino su tutti i fronti, igiene, tempo, sicurezza e costi esorbitanti.
"Lasciate ogni speranza voi che entrate. Siete nel girone dei pendolari". Così esordisce l'associazione Altroconsumo, la quale si impegna costantemente a fornire assistenza legale gratuita con lo scopo di sostenere una causa di risarcimento danni nei confronti di Trenitalia. L'inchiesta ha coinvolto 1.407 viaggiatori su 25 tratte ferroviarie più interessate dal pendolarismo in tre aree cittadine: Milano, Napoli, Roma. Il catalogo dei disagi è ampio e sfaccettato: "Ritardi e soppressioni. Sporcizia e cattivo odore. Riscaldamento rotto e gelo d'inverno, caldo rovente d'estate. Insicurezza e sovraffollamento. Porte bloccate, sedili sudici e sbrindellati. Bagni luridi o fuori servizio. I pendolari sono esasperati da condizioni di trasporto così umilianti. A dichiararsi insoddisfatto del servizio è il 72%, quasi tre quarti degli intervistati", spiegano da Altroconsumo. Nel Lazio il 79% dei pendolari è insoddisfatto e le linee più criticate sono la Roma-Frosinone, Fara Sabina-Roma e Roma-Avezzano. In Campania (70% di insoddisfatti) suscitano proteste la Napoli- Salerno, la Formia-Napoli e la Sarno-Napoli. Ma andiamo per settori di interesse. La sporcizia estrema. Lo sporco, udite udite, supera il disagio dei ritardi. La puntualità diventa secondaria (63% di scontenti). Le condizioni sono peggiorate rispetto all'analoga inchiesta svolta sempre da Altroconsumo nel 2004. Lo stesso per la climatizzazione (gli insoddisfatti erano il 52%, oggi sono il 71%): gli impianti vanno sempre più frequentemente in panne. Diminuiscono i treni causa sovraffollamento. Un altro dei maggiori elementi di scontento è il sovraffollamento (sette pendolari su dieci lamentano tale disagio). L'introduzione dell'alta velocità ha coinciso con una diminuzione, anche del 30%, dell'offerta di treni regionali, stimano le associazioni dei pendolari. "Strano, visto che la Tav libera delle tratte e aumenta la capacità di trasporto sulla rete normale. I treni rimasti continuano ad avere la composizione di prima, motivo per cui a bordo aumentano le chance di provare lo spiacevole effetto sardina. Inoltre, le possibilità di rientro a casa la sera si sono ridotte, con il risultato che se si perde la corsa giusta si arriva quando ormai il resto della famiglia ha finito di cenare".



