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NUCLEARE, BONELLI SPIEGA TUTTI I MOTIVI DEL NO

Giovedì 14 Ottobre 2010 10:38

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nuclear

di Luisa Belardinelli

"Mentre in tutto il mondo crescono i dubbi circa la validità del nucleare e in particolar modo di quello scelto dal governo italiano, ossia l'Epr francese, la Regione Lazio, nelle intenzioni di alcuni esponenti regionali, dovrebbe buttarsi a capofitto nelle braccia dell'atomo".

Questo è quanto afferma il Presidente e Capogruppo regionale dei Verdi del Lazio per la Costituente Ecologista, Angelo Monelli. "La mozione - continua Bonelli - presentata dal vicepresidente della Commissione ambiente Francesco Pasquali afferma sostanzialmente questo e vorrebbe far firmare una cambiale in bianco da parte dei cittadini del Lazio verso l'industria del nucleare, opzionando il territorio della nostra Regione non solo per i due reattori Epr previsti a Montalto di Castro da Enel, ma anche per il deposito delle scorie nucleari, le cui aree possibili sono state già decise da Sogin e secretate, con uno "splendido esempio di democrazia partecipata" direttamente dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, forse perché il nucleare potrebbe diventare lo scomodo "convitato di pietra" delle eventuali elezioni politiche della prossima primavera". Non ha mezzi termini Bonelli in merito al caso nucleare, egli parla di occultamento delle informazioni e copertura della dura realtà ossia che il territorio laziale coinvolto, corrisponde all'area dell'ex centrale atomica del Garigliano tra le province di Caserta e Latina, dove la Sogin sta ultimando (la fine dei lavori è prevista per il 2011) in grandissimo segreto i lavori per un deposito. "Si tratta di un'area soggetta ad esondazione del fiume Garigliano - spiega Bonelli - che già in passato ha provocato numerosi e gravi incidenti all'ex centrale. Più volte noi Verdi abbiamo chiesto di poter visitare l'impianto ma l'accesso ci è stato sempre negato". Un invito quindi quello di Bonelli, a far sì che il centrodestra si confronti direttamente con i cittadini e le loro perplessità. Prosegue poi il Capogruppo dei Verdi: "Il rapporto di Citigroup, uno dei massimi analisti finanziari mondiali, punta il dito sui costi di realizzazione del nucleare, troppo limati e che rischiano causare la produzione di componenti scarsi. Per la prima volta dopo 58 reattori realizzati, si afferma che la credibilità dell'Epr è stata minata dalle difficoltà incontrate sia nel cantiere finlandese sia in quello francese".