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CLANDESTINI, NUOVA LAMPEDUSA?

Mercoledì 06 Ottobre 2010 17:58

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barcone

di Luisa Belardinelli

Di sbarchi nel Lazio, l'ultimo che mi viene in mente è riferito ad Anzio ma con finalità decisamente diverse... Quello della scorsa mattina a Capoportiere a Latina ed Anzio, è il primo sbarco di clandestini registrato in Regione. Erano le 5 di una tiepida ed umida mattina quando un peschereccio nelle vicinanze del litorale pontino, ha notato l'imbarcazione, una barcone blu con scritte in arabo, che si avvicinava alla costa e da cui fuoriusciva del fumo.

Subito la consapevolezza che si trattava di uno sbarco di clandestini. Il barcone, lungo 20 metri ha impiegato ben 10 giorni di viaggio dal nord Africa, arenandosi poi sulle coste di Latina. Se ne ipotizzano 70 di clandestini sbarcati sulle coste, tutti egiziani e fra loro anche dei minori ma ancora i pareri e le affermazioni discordano. Fatto sta che della maggior parte di loro se ne sono perse le tracce. Si ipotizza infatti che sul barcone ci fossero più persone, le quali sarebbero scappate grazie a dei gommoni rubati. A circa 100 metri dalla barca è stato ritrovato un gommone. Un viaggio della speranza, è così che vengono definiti da molti; la speranza ad una vita migliore. Dietro quel viaggio, le forze dell'ordine non hanno dubbi: tutto è stato pianificato da un'organizzazione a delinquere sotto pagamento di 2 mila euro a persona. Inoltre, si fa sempre più evidente l'ipotesi che ad aspettare i clandestini c'era qualcuno con mezzi via terra pronto a portarli distanti dal luogo dello sbarco. Ancora non sono certe le motivazioni che avrebbe portato il barcone ad arenarsi sulla spiaggia pontina. Le forze dell'ordine non escludono al momento nessuna possibilità, compresa l'ipotesi che vi fosse nel capoluogo un'organizzazione che abbia fornito vestiari e viveri. Sulla spiaggia, infatti, sono stati trovati pacchi contenenti indumenti e materiale di vario genere. Inoltre un timore su tutti: che Latina sia diventata nuova rotta organizzata per i clandestini? Per il portavoce italiano dell'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu (Unhcr) Laura Boldrini, è "prematuro pensare che lo sbarco a Latina rappresenti una nuova rotta per i migranti che vogliono raggiungere l'Europa, ma è altrettanto evidente che l'accordo tra l'Italia e la Libia non può fermare i flussi migratori nell'intero bacino del Mediterraneo". 21 dei 24 clandestini sono stati rimpatriati martedì sera, con un volo charter. Il prefetto Antonio D'Acunto ha fatto il punto della situazione, predisponendo l'intensificazione, a scopo di prevenzione, di tutte le misure di controllo del territorio. Il dipartimento della Pubblica sicurezza ha provveduto al rimpatrio degli stranieri, esclusi i minorenni che sono stati trasferiti in un centro d'accoglienza come previsto dalla legge. Gli immigrati identificati ieri, e bloccati a Latina e ad Anzio, sono in tutto 25 e sono di nazionalità egiziana. La prefettura ha reso noto che sono tutti in buone condizioni di salute e che hanno trascorso la notte precedente in una struttura comunale adibita a dormitorio, all'ex consorzio agrario, assistiti dalla Croce rossa attivata dalla prefettura. Intanto le indagini vanno avanti per rintracciare l'eventuale presenza sul territorio di una base logistica che abbia fornito mezzi e aiuto all'organizzazione che ha condotto i clandestini a bordo del peschereccio sulle coste del Lazio dal Nord Africa. L'ipotesi è che ci siano complici tra Anzio e Nettuno che hanno organizzato lo sbarco. Alcuni sospetti sono stati interrogati.