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LE REAZIONI DELLA CLASSE POLITICA
Mercoledì 06 Ottobre 2010 17:55
di Luisa Belardinelli
Un viaggio probabilmente pianificato e costato circa 2.000€ ai disperati in cerca di fortuna nel nostro Paese. E' questo il pensiero degli inquirenti che si stanno interessando al primo caso di sbarchi di clandestini nelle coste laziali. Anche la discussione sulle cifre rende la faccenda più complicata. Inizialmente si è pensato a circa 150 clandestini sul barcone pieno di scritte in arabo.
Poi il numero è sceso a 70, fino ad arrivare a 25, 21 dei quali rimpatriati con urgenza. Non è stato possibile alcun tipo di accertamento sul peschereccio che li ha portati sulle coste pontine, tantomeno la rotta compiuta e il luogo della partenza. Gli inquirenti, quindi, non se la sono sentita di escludere nessuna possibilità, compresa l'ipotesi che nel capoluogo pontino ci fosse una base che abbia fornito vestiari e viveri ai disperati. Dopo l'analisi, seppur sommaria, dei presupposti che hanno portato a Capo Portiere i profughi, la polemica è diventata politica, con interventi di tutti gli schieramenti sulla delicata faccenda. La governatrice del Lazio Renata Polverini ha spiegato: "Sono in costante contatto con il prefetto di Latina, il quale mi ha rassicurato che la situazione è seguita con la massima attenzione. La protezione civile regionale è intervenuta per garantire gli aiuti di primo soccorso". Più dura la reazione di Filippo Penati, capo della segreteria politica di Bersani, secondo il quale: "Questa è la riprova che anche sul contrasto all'immigrazione clandestina Berlusconi e Maroni sanno fare soltanto propaganda. Dello stesso avviso Marco Pacciotti, coordinatore forum immigrazione del Partito Democratico: "Bisognerà aspettare un prossimo sbarco a Ostia perché l'attuale governo smetta di fare proclami e intervenga seriamente per colpire le organizzazioni criminali che prosperano sulla pelle dei migranti in fuga da povertà e guerre?". Secondo il Commissario straordinario di Croce Rossa Italiana Francesco Rocca: "Lo sbarco di Latina ci deve far riflettere. Le rotte dell'immigrazione stanno cambiando ed è un fenomeno che va analizzato, compreso e non sottovalutato". Attaccano la politica dei restringimenti gli esponenti della sinistra radicale, Ivano Peduzzi, capogruppo regionale della Federazione della Sinistra, Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione del Prc e Claudio Fiorella responsabile politico della federazione di Latina: "I due natanti hanno probabilmente dovuto intraprendere una rotta pericolosa e lunghissima per evitare le coste libiche e arrivare sani e salvi a terra. Fra loro ci sono minori, persone che hanno diritto all'asilo politico o che cercano accoglienza e possibilità di progettarsi un futuro. Le leggi attuali rendono difficile se non impossibile l'accesso a tali procedure ed è necessario che istituzioni, locali, nazionali e internazionali, intervengano a garantire i diritti dei cittadini migranti. Accoglienza e solidarietà debbono restare parte integrante delle politiche regionali, in osservanza alla stessa legge sull'immigrazione approvata con la precedente legislatura". Chiusura affidata al presidente dell'amministrazione provinciale di Latina Armando Cusani, che in una nota ha spiegato: "Sono alla ricerca di nuove rotte e una di queste è proprio quella che porta sulle nostre coste. La rete di controllo delle coste italiane è a maglie e se una di queste, per i motivi più disparati, salta il controllo, allora avviene ciò che è successo sulle spiagge di Latina. In ogni caso c'è un mondo di essere umani che soffre e noi non possiamo far finta di niente. Siamo a due passi dall'inferno. Bisogna aumentare gli sforzi chiedendo all'Europa di scendere in campo in aiuto delle tante persone del Medio Oriente e del Nord Africa soffrono e cercano rifugio qui da noi".




