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È allarme usura
Giovedì 12 Gennaio 2012 11:18
“Un commerciante su tre è in mano agli usurai e la nostra Provincia vanta purtroppo un triste primato che impone alla politica e a tutte le altre istituzioni coinvolte di profondere maggiore impegno”.
È la Fondazione Wanda Vecchi a sottolineare con preoccupazione i dati emersi dall’ultimo rapporto di Confesercenti, che riguardano i commercianti finiti nella spirale dell’usura. Dati allarmanti che mettono la provincia di Latina tra i territori maggiormente colpiti in ambito nazionale. “Il Lazio, in particolare la provincia di Latina, sono diventati un territorio di frontiera alla stessa stregua della Calabria, delle Puglie e della Campania. Una spaventosa realtà ormai consolidata, che oltre ad essere il ramo di azienda più remunerativo per la criminalità organizzata, vede emergere anche profili di usurai non direttamente collegati alla malavita”. Nell’ultimo anno, fanno sapere dalla Fondazione, i casi di piccoli imprenditori e commercianti che si sono rivolti agli sportelli si sono raddoppiati: “Le loro attività sono ricoperte di debiti e mai come in questo periodo di crisi cadere in accordi con gli usurai in più di una occasione diventa l’unica ancora di salvezza, senza rendersi conto che in questo modo si perde per sempre la propria azienda. Denunciare gli usurai è un atto dovuto, ma prima ancora di arrivare alla denuncia si deve evitare di cadere nella spirale di questa piaga con un aiuto concreto di tipo economico, che consenta al commerciante di rimanere nella legalità e di ripartire con le proprie forze per salvare la propria attività. E’quello che da dieci anni a questa parte siamo riusciti a garantire a tutti gli imprenditori che si sono rivolti alla nostra Fondazione, grazie alla quale nessuno è stato costretto ad abbandonare la propria attività nelle mani degli usurai. La situazione con la crisi economica, però, si è aggravata in maniera pesante. Le difficoltà congiunturali e il proliferare sul nostro territorio delle pratiche usuraie, unite ad una carenza di risorse da mettere a disposizione di queste persone, stanno rendendo difficile, se non impossibile, il nostro lavoro. E’ per questo che chiediamo alle istituzioni ed a tutti gli organismi preposti, dallo Stato centrale, alla Regione Lazio, agli enti locali fino alle associazioni di categoria, di fare quadrato e di potenziare uno strumento che ad oggi ha dato risultati per certi versi insperati. L’emergenza che le famiglie e gli imprenditori stanno vivendo non può non scuotere la sensibilità di tutti gli attori preposti, facendo profondere loro un impegno ancora più forte, rispetto a quanto già di importante si è riusciti a mettere in campo”.




