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Riconosciute le vessazioni di Acqualatina
Giovedì 08 Dicembre 2011 15:58
Il tribunale di Latina ha dichiarato vessatorie alcune clausole legate al servizio idrico. Giuseppe Scaramuzza, segretario regionale di Cittadinanzattiva è eloquente nel commentare la decisione: “Siamo estremamente soddisfatti della sentenza emessa dal Tribunale di Latina contro Acqualatina e ringraziamo il nostro legale Lucia De Guidi per il grande impegno e la passione civica dimostrata”.
Lo stesso Scaramuzza spiega: “I cittadini-utenti avevano ragione e non subiranno più vessazioni. In questi anni abbiamo sempre denunciato queste cose e il giudice con grande senso di responsabilità ha deciso come addebiti impropri, penali incongrue e ingiuste. Gravi conseguenze che subivano i cittadini in caso di collocazione errata o spostamento dell’apparecchio di misurazione del consumo idrico, siano illegittime. I cittadini organizzati ancora una volta riescono a portare a casa un gran bel risultato. In particolare il Giudice Tanferna ha condannato Acqualatina per significativo squilibrio tra Gestore ed utente dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto negando all’utente la possibilità di somministrazioni plurime.(Clausola 10). Per incongruità della penale, di importo oggettivamente eccessivo che viene posto a carico dell’utente che non comunichi il subentro nell’utenza, a prescindere dalle ragioni della mancata comunicazione. (Clausola 14). In quanto prevede in caso di mancato pagamento di due fatture, la sospensione delle somministrazione e l’addebito al cliente delle spese di sospensione e di riattivazione, nonché di una penale, prescindendo anche in questo caso dai motivi del mancato pagamento, non necessariamente imputabili al cliente (Clausola 16). In quanto prevede in favore del gestore una clausola risolutiva espressa, escludendo il diritto del consumatore di opporre l’eccezione di inadempimento, in contrasto con l’art.33 del codice del consumo (Clausola 17)”. Dopo la stessa sentenza, è arrivato però anche il commento di Acqualatina: “Occorre precisare da subito che la sentenza in oggetto non fa altro che ribadire quanto già dichiarato nell’ottobre 2006 da un’ordinanza del Tribunale Ordinario di Latina; a seguito di quella prima pronuncia, il Regolamento del Servizio Idrico è stato già modificato e adattato a quanto previsto dal provvedimento stesso cancellando e/o modificando le clausole ritenute vessatorie. Tali modifiche hanno comportato maggiore tutela per gli utenti; ad esempio per gli usi impropri, è avvenuta la cancellazione di alcune penali e la riduzione di altre, mentre per gli utenti morosi sono state estesi i casi nei quali il gestore non effettua la riduzione, e non l’interruzione, del flusso. Successivamente a queste modifiche del Regolamento, peraltro, sono state effettuate ulteriori e ripetuti aggiornamenti conseguenti a diversi tavoli tecnici tenuti dall’Autorità d’Ambito congiuntamente con Acqualatina S.p.A. e le Associazioni dei Consumatori appartenenti all’Organismo Tutela Utenti e Consumatori (OTUC) della Provincia di Latina”.




