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Al suo posto in Regione andrebbe Lillia D’Ottavi
Mercoledì 23 Novembre 2011 18:35
Tutto risolto? Nemmeno per idea. Proprio sul fotofinish arriva la ‘zampata’ della maggioranza che tiene ancora aperta la questione. Nel consiglio che avrebbe dovuto ratificare il dopo Di Giorgi alla Pisana e l’entrata di Lillia D’Ottavi, secondo dei non eletti nel Popolo della Libertà nella tornata elettorale del 2010, i partiti di maggioranza (PdL, Udc e Lista Polverini) regalano un altro appiglio al sindaco di Latina, attraverso la presentazione di una pregiudiziale di non passaggio al voto che, di fatto, congela la situazione fino al prossimo 11 gennaio 2012.
I più maligni hanno subito pensato ad un stand-by utile ad attendere l’esito del ricorso presentato dal Partito Democratico su alcune schede contestate nelle elezioni di Latina, che potrebbe costare la poltrona di primo cittadino allo stesso Di Giorgi. In tal caso il sindaco si ritroverebbe con un paracadute non indifferente e restare sui banchi della Pisana. Intanto restano effettive le dimissioni dalle commissioni di cui fa parte (la commissione Mobilità, di cui è presidente, e le commissioni Vigilanza sul pluralismo dell'informazione, Bilancio, programmazione economico-finanziaria e partecipazione, Urbanistica e Commissione speciale Federalismo fiscale e Roma capitale di cui è membro) e la rinuncia ai conseguenti emolumenti. Insomma un tira e molla infinito, che potrebbe addirittura avere strascichi. Dal capoluogo si mormora di una voluta forzatura del Popolo della Libertà nei confronti di Di Giorgi per dimettersi da consigliere regionale. L’imbarazzo dimostrato dal primo cittadino di Latina evidenzia due fattori: il primo è la preoccupazione legittima per il ricorso del Partito Democratico, che potrebbe costargli la poltrona di sindaco; il secondo, amplificato dalle voci di corridoio delle scorse settimane, palesa una scarsa fiducia di Giovanni Di Giorgi nella sua maggioranza consiliare nel capoluogo. La questione aperta con Città Nuove, la posizione dell’Udc, il cambio repentino (dopo soli 4 mesi) della sua giunta. Chiari segnali che il cammino del sindaco di Latina è stato e presumibilmente sarà ancora pieno di ostacoli, che questa situazione ha ulteriormente evidenziato.




