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Vandali devastano il villaggio di Libera
Mercoledì 26 Ottobre 2011 16:33
Un raid in piena notte. Sanitari e vetrate distrutti, fili elettrici tranciati, sala proiezioni devastata. E' questo il quadro dopo l’assalto al campo della Legalità a Latina, un terreno di quattro ettari in zona Borgo Sabotino confiscato per abusivismo edilizio ad un pescatore nullatenente e affidato a Libera, il coordinamento delle associazioni antimafia, nell’aprile 2011.
Era stato inaugurato lo scorso 18 luglio e intitolato a Serafino Famà, vittima innocente di mafia. Da allora i volontari dell'associazione hanno lavorato senza sosta per mettere in sicurezza tutta l'area, composta da una grande tensostruttura centrale e piccole abitazioni in legno e casette con bagni e spogliatoi. Ma tutto è stato danneggiato dal blitz della scorsa settimana. L'allarme è stato dato dalla Protezione civile del gruppo soccorso pontino. Secondo gli investigatori il raid sarebbe stato messo a segno da almeno dieci persone. Il responsabile per il Lazio dell’associazione Libera, Antonio Turri, ha dichiarato: “I cittadini e i politici, che qui non si sono mai visti, ora sanno cos’è la mafia a Latina. Qui organizziamo dibattiti, promuoviamo incontri, portiamo i ragazzi delle scuole”. Il presidio è stato distrutto a colpi di piccone i malviventi hanno distrutto vetrate, computer, arredi, impianti di amplificazione. Fatto a pezzi i bagni, portato via una motopompa che la protezione civile usava in caso di allagamenti. Danni per diverse migliaia di euro, ma soprattutto un altro grave avvertimento, il terzo in pochi mesi, all’associazione che in questi anni ha denunciato il malessere di un territorio contaminato. Dell’attentato si sta occupando la Polizia di Latina. Gli uomini della Volante e della Scientifica hanno compiuto i rilevamenti di danni e impronte nella struttura. Nel comunicato ufficiale divulgato dall’Associazione Libera, è riportato l’invito ad intervenire con urgenza rivolto a tutti gli organi che devono garantire la sicurezza dei cittadini e del territorio: “E’ urgente intervenire, e mettere in campo tutti gli strumenti necessari per individuare in tempi brevi i responsabili per dare un segnale forte della presenza dello Stato in una provincia dove radicamento e contaminazione mafiosa sono un fenomeno assodato e preoccupante”.




