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Per dismettere il nucleare servono 4,8 miliardi
Mercoledì 19 Ottobre 2011 17:47
Per portare a termine le attività di decommissioning dei siti nucleari italiani (che si concluderà nel 2025) servono 4,8 miliardi di euro, comprensivi dei costi di trasferimento dei rifiuti al futuro Deposito Nazionale.
Ad annunciarlo è l’amministratore delegato di Sogin, Giuseppe Nucci, che ha illustrato il Piano industriale 2011/2015 della società. Dei 4,8 miliardi sono previsti 1,7 per lo smantellamento delle centrali di Latina, Trino, Caorso e Garigliano; 0,9 per il riprocessamento del combustibile; 1,4 per il mantenimento in sicurezza di centrali e impianti e 0,8 per il conferimento a deposito dei manufatti condizionati. Nei cinque anni del piano industriale Sogin realizzerà attività di decommissioning per 400 milioni di euro: “Nel 2015 – sottolinea Nucci – pensiamo di fare più di tre volte quello che abbiamo fatto nel 2010. Le attività a quella data saranno pari a circa 150 milioni di euro”. Nel primo semestre del 2011 Sogin ha realizzato attività di decommissioning per 22,1 milioni di euro, in crescita del 50% rispetto alla media del periodo 2007-2010. Nei prossimi quattro anni verranno anticipate le demolizioni delle parti convenzionali degli impianti in decommissioning. Questo programma è stato avviato lo scorso agosto con la demolizione del pontile, una struttura in cemento armato lunga 750 metri. Un risultato ottenuto con un cantiere in opera 24 ore su 24, che ha permesso a Sogin di restituire alla cittadinanza l’utilizzo della costa e del tratto di mare antistante la centrale: “È stato un risultato importante dal punto di vista ambientale – spiega la Sogin – in cui l’unico tallone d’Achille è stato quello relativo all’iter per ottenere le autorizzazioni. Recentemente – conclude Nucci – è stato realizzato un buon lavoro con l’Ispra, il ministero dello Sviluppo Economico e l’Autorità per l’Energia che ha permesso di ottenere la Via per la centrale di Latina e la Via per l’impianto Icpf di Itrec (Trisaia)”.




