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PONTILE ADDIO, FIORAVANTE SODDISFATTO
Mercoledì 28 Settembre 2011 15:34
Si sono conclusi i lavori dell'abbattimento del pontile nucleare. Dopo le polemiche la vecchia struttura che di fatto entrava nel mare è stata distrutta. L'azione rappresenta solo la prima opera di un progetto più ampio di decommissioning nucleare.
I lavori hanno riguardato prima la rimozione delle travi e successivamente il taglio dei pilastri del pontile, una struttura in cemento armato, lunga 750 metri, costruita nei primi anni sessanta. Questa attività ha interessato solo le infrastrutture al di sopra della superficie del mare e non le due condotte che passano sotto il pontile e poggiano sul fondale. Una di queste resterà in funzione per il prelievo di acqua e sarà demolita al termine delle operazioni di decommissioning. Sogin si è detta disponibile a valutare la messa a disposizione della seconda condotta al Comune di Latina, che permetterebbe di scaricare al largo le acque del depuratore in costruzione: "Questo lavoro - ha spiegato Giuseppe Nucci, amministratore delegato di Sogin - è avvenuto in accordo con le autorità competenti. Le tecnologie impiegate hanno permesso di svolgere i lavori senza disperdere in mare e nell'ambiente nessun frammento della struttura. Questo lavoro contribuisce ad offrire al litorale pontino un mare più pulito e restituisce alla cittadinanza l'utilizzo della costa e del tratto di mare antistante la centrale, confermando l'attenzione di Sogin per l'ambiente". Le prossime operazioni di bonifica della centrale riguarderanno lo smantellamento dell'edificio turbina: "A Latina - ha concluso Nucci - nel 2021 completeremo le attività di smantellamento di tutte le infrastrutture, che riguarderanno anche l'abbassamento di 20 metri dell'edificio reattore, portandolo dai 50 attuali a 30 metri". Nei prossimi anni, con l'incremento delle attività di smantellamento nei cantieri, saranno circa 300 i dipendenti della Sogin impegnati nelle operazioni. L'importo complessivo dei lavori di decommissioning della centrale di Latina ammonterà a circa 700 milioni di euro, comprensivi dei costi di conferimento dei rifiuti radioattivi al futuro Deposito Nazionale. Soddisfazione è stata espressa dal consigliere comunale della Lista "Il Patto", Marco Fioravante, che in una nota ha affermato: "Vista la celerità e l'impegno con i quali l'amministrazione comunale ha voluto restituire alla cittadinanza il paesaggio originale della marina di Latina, chiediamo che si faccia la stessa cosa per la struttura nata davanti la Stazione Ferroviaria di Latina. Quello che doveva essere un Info Point è si è trasformato in una struttura inutilizzata che ha deturpato, in maniera significativa, il disegno originale della Stazione della nostra città. Visto che a Latina è presente - ha concluso Marco Fioravante - la volontà di mantenere la memoria storica e conservare l'originalità della nostra città, chiedo che venga abbattuto l'Info Point per restituire alla Stazione, progettata da Mazzoni, la sua forma originale. Si deve pensare a buttare giù una struttura che in due anni è stata aperta solo per qualche settimana in occasione del Raduno Nazionale degli Alpini e poi rimasta inesorabilmente chiusa senza offrire alcun servizio né ai cittadini di Latina né tantomeno ai turisti".




