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LAZIO, FAMIGLIE SEMPRE PIÙ IN CRISI

Mercoledì 28 Settembre 2011 15:33

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crisieconomicaNon migliora la situazione delle famiglie nella nostra Regione, sempre più in difficoltà e attanagliate nella morsa della crisi economica. È preoccupante la fotografia scattata da una inchiesta condotta dall'Osservatorio Acli e che ha coinvolto circa mille famiglie del Lazio.

Dall'analisi dei dati sono emersi quattro tipi di nuclei familiari. Il 31,4% sono famiglie che navigano a vista, ossia che riescono a far fronte alle difficoltà economiche privandosi di alcuni beni e servizi, quali abbigliamento, vacanze, divertimenti. Per la maggior parte di loro alla fine dell'anno niente risparmi, anzi la necessità di affrontare spese fuori dall'ordinario li ha costretti a chiedere un prestito alla banca. Poi ci sono le famiglie a rischiò (27,9%), in particolare monoreddito e di migranti (europei ed extracomunitari), che risparmiano su tutte le principali voci di spesa, dall'acquisto di nuovi vestiti al mangiare. Si tratta di persone che hanno avuto molto spesso difficoltà a comprare beni di prima necessità e che non chiedono prestiti alle banche perché sicuri di non ottenerli. Il terzo gruppo è quello delle famiglie sicure (26,9%), ovvero coloro che dichiarano di non essere mai state in difficoltà nell'acquistare beni di prima necessità. L'ultima categoria sono gli anziani in affanno, che rappresentano il 13,5% delle famiglie intervistate: si tratta di persone con età media di oltre 70 anni, pensionate, che non hanno una consistente disponibilità economica e quindi anche una piccola spesa inaspettata li può mettere in difficoltà. Secondo il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti: "Bisogna attivare forme di sussidiarietà e ripristinare il rapporto tra pubblico e corpi intermedi. Ma quello che serve di più è riscrivere le regole di un nuovo modello di welfare al cui centro deve esserci la sussidiarietà. La ricerca, inoltre, ci dice che dobbiamo sbrigarci: il 31% delle famiglie navigano a vista. Sono queste le vere gerarchie dell'agenda politica della classe al governo".