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GUERRA TRA COMUNE E LATINA AMBIENTE

Venerdì 08 Luglio 2011 00:00

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giovanni-di-giorgidi Simone Di Giulio

Sembra arrivato agli sgoccioli il rapporto, già abbastanza compromesso negli ultimi tempi, tra la Latina Ambiente e il Comune, socio di maggioranza della società che gestisce il ciclo di rifiuti nel capoluogo pontino.

Le ultime indicazioni non fanno presagire nulla di buono e le parole del sindaco Giovanni Di Giorgi non lasciano spazio a dubbi di sorta: "E' arrivato il momento di ristabilire il riordino e il rispetto dei ruoli nei confronti di una società, Latina Ambiente, che da troppo tempo riteniamo non abbia raggiunto gli obiettivi societari e la funzione cui il consiglio comunale l'aveva destinata". Lo stesso sindaco aggiunge: "L'amministrazione comunale deve riappropriarsi delle proprie prerogative e facoltà nell'ambito della vita societaria, soprattutto rivendicando la funzione di socio di maggioranza, mettendo in campo azioni amministrative volte al raggiungimento di obiettivi nell'interesse della città, cioè migliorare il servizio e la contestuale ottimizzazione dei costi. A tale riguardo, a fronte di ripetuti solleciti rivolti alla Latina Ambiente di rimettere ordine nell'attività della società stessa al fine di raggiungere gli obiettivi citati, non avendo ancora una volta ricevuto, nonostante aver fornito ampia disponibilità per soluzioni concordate, adeguate risposte e garanzie in merito, soprattutto con riferimento alle modalità di controllo nella gestione dei contratti affidati in concessione, abbiamo deciso di intraprendere un percorso che ci ha visto portare all'esame del consiglio comunale la proposta di risoluzione per inadempimento della convenzione sottoscritta in data 29 giugno 2010 tra il Comune di Latina e la Latina Ambiente per la gestione della Tariffa di Igiene Ambientale". Saltato l'accordo tra gli amministratori comunali e quelli della società su una possibile risoluzione consensuale del contratto, la maggioranza ha preferito portare la questione in consiglio, ma il pericolo di un risarcimento è dietro l'angolo. Tra i maggiori artefici di questo passaggio nei confronti della società da parte dell'ente comunale c'è Fabrizio Cirilli, che già negli anni scorsi (all'opposizione) aveva più volte criticato l'operato della Latina Ambiente. Alla società si è contestata un'inadempienza negli incassi della Tia (tariffa di igiene ambientale). Sull'argomento è intervenuto Andrea Giansanti, presidente dell'associazione Libere Idee: "Stiamo assistendo a una battaglia di cifre in merito al Piano economico finanziario dei servizi di igiene urbana elaborato dal Comune di Latina, attraverso cui viene determinata la Tia, ovvero la tariffa che deve coprire l'intero computo dei costi. L'amministrazione sostiene che la riduzione tra il Pef 2010 e quello 2011 è di quasi 3 milioni di euro: questa cifra equivale a circa il 15 per cento dei 22 milioni e 400 mila euro del Pef 2010. Pertanto le bollette dovranno presentare diminuzioni medie del 15 per cento, al netto dell'Iva. Dividendo i suddetti 22 milioni e 400 mila euro per i 120 mila abitanti di Latina, si ottengono in media 187 euro di costo del servizio per ciascun abitante, neonati compresi. Nella determinazione della tariffa - ha proseguito Giansanti - si deve tener conto degli esercizi commerciali e bisogna calmierare il costo in base alla superficie dell'abitazione e al numero degli occupanti, ma una famiglia di quattro persone in un appartamento di 100 metri quadri paga intorno ai 700 euro annui: questo è un dato facilmente desumibile dall'esperienza quotidiana. Quei 700 euro per il 2011 dovranno diventare 600: se così non sarà, l'obiettivo di ridurre i costi di Latina Ambiente non sarà stato centrato. Qualunque sarà il soggetto che in futuro si occuperà di gestire il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, si dovrà tenere conto di alcuni principi cardine: in primo luogo la parte pubblica deve esprimere in Cda manager e non politici, gli uffici comunali devono sbloccare i progetti per favorire l'uso delle isole ecologiche, va migliorato il sistema di raccolta per commisurare di più il servizio all'uso e si deve aumentare l'efficienza di gestione con premi di produzione basati su presenze e merito. Solo così - conclude Giansanti - si potrà fornire alla cittadinanza un servizio basato, e pagato, sulle reali esigenze degli utenti, che garantisca igiene pubblica, rispetto dell'ambiente e della qualità urbana, con costi economici e sociali sostenibili".