- Errore
OSPEDALI A CHIUDERE
Giovedì 17 Febbraio 2011 11:17
Ormai quando sento parlare di ospedale mi sembra di vivere dentro una puntata di E.R. Medici in prima linea o di Dr House, con i pazienti che entrano in condizioni gravissime e i medici del pronto soccorso (o punto di primo intervento, visto che siamo in argomento) che si sbattono per salvarlo, mettendosi piastra alla mano a strillare “Libera!!!”, salvo poi arrendersi all’inevitabile e, a malincuore, dire “Ci abbiamo provato in tutti i modi, ma non ce l’abbiamo fatta”.
Ecco, mi sembra proprio di vivere in una puntata di queste serie televisive, da quando la Polverini, come primo atto da governatrice del Lazio, decise di mettere sotto piastra l’ospedale di Sezze, quello di Priverno già all’ultimo stadio e quello di Gaeta. Sul lettino del pronto soccorso queste megastrutture, un tempo motivo di vanto, ora cattedrali nel deserto buone solo per costruire parcheggi. Queste strutture chiudono per tanti motivi, tra i quali l’incapacità degli amministratori locali di concepirle come aziende (quindi con profitti oltre che perdite di svariati miliardi) nel corso dei decenni. Vane e fuori luogo le azioni di protesta nei confronti di direzioni sanitarie che dovrebbero essere fuori dalla politica, ma che invece hanno considerato e tuttora considerano gli ospedali come carrozzoni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, i comitati si sono sprecati, a Sezze si è perfino arrivati all’occupazione dei binari, in Provincia sono stati approvati documenti che la Polverini ha usato come fazzoletti. E adesso ognuno mette le mani sulle piastre e grida “Libera!!!”, come se servisse a qualcosa. Chi ha sbagliato come al solito non pagherà e a rimetterci saranno, come nella migliore tradizione, i cittadini, inermi di fronte a tale realtà.




