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LE RAGIONI DEL POPOLO VERDE

Mercoledì 22 Giugno 2011 15:08

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pontidaSimone Di Giulio

I problemi del Paese mica sono la disoccupazione, la pressione fiscale, la gestione dei servizi essenziali, il sistema previdenziale nazionale, la sanità a rotoli, l’immigrazione clandestina, la gestione di risorse e il possibile declassamento che ci farebbe tanto somigliare alla Tunisia un minuto prima delle rivolte che hanno rovesciato un governo?

Assolutamente no. I problemi veri del Paese sono i ministeri, che devono necessariamente essere spostati al nord, a Monza per l’esattezza, dove sembra che gli edifici indicati dalla Lega Nord siano addirittura in affitto, con spese ulteriori per lo Stato, che almeno a Roma è proprietario delle strutture che ospitano, tra gli altri, la sede del dicastero per la Semplificazione Amministrativa (gestito dallo statista Calderoli). Il problema è andarsene dalla Libia, almeno si risparmierebbero soldi e non romperebbero più i maroni (a proposito) a Tremonti, che in quattro anni ancora non è riuscito a trovare un modo per grattare i soldi dai muri (‘sto incompetente!). Quelle avanzate sul prato di Pontida sono le richieste di un intero popolo verde, che ormai ha perso anche quella dignità che tanto palesava fino a qualche tempo fa. Un po’ come se a Sezze il problema fosse la mancanza del piano colore, oppure le buche nelle strade di campagna, o ancora i mille euro da dare ai volenterosi agricoltori per coltivare un carciofo che poi alla fine non arriva sui banchi della sagra e non ha nessun marchio identificativo. Ma un momento... A Sezze sembra che i problemi siano proprio questi! E allora non ci lamentiamo se ci chiudono gli ospedali e se ci tagliano i fondi già promessi. Concentriamoci piuttosto sull’arresto di Lele Mora (lo zio di Mubarach, no?)...