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AL MAT SABATO C’È “FAMIGLIE DA LEGARE”
Giovedì 19 Maggio 2011 17:33
Mat Spazio-teatro e Teatronet in collaborazione per una storia tutta da raccontare. Sabato 21 è infatti di scena "Famiglie da legare" presso il piccolo teatro in via San Carlo a Sezze (inizio ore 21). Spettacolo di e con Silvia Nanni, attrice veneta già menzione speciale nel 2004 come migliore attrice Premio ETI-Stregagatto.
Per la regia di Rudj Maria Tudaro (disegno luci Paolo Pellicciaro), "Famiglie da legare" è uno spettacolo che fa ridere e piangere insieme nato per sensibilizzare l'opinione pubblica a tutte quelle problematiche con le quali convivono le famiglie che hanno al loro interno un problema di disagio psichico. Un monologo agrodolce sulla scia di un proverbio veneto che così recita: "el mato fa rider in piaza e pianzer in casa". Sì perché il "matto" si vede in giro ma nessuno si chiede come viva la sua famiglia e quali problemi possa avere. Una realtà poco conosciuta che Gordon, l'amica della protagonista e che racconta, fa rivivere attraverso un'esibizione che punta ad "unire", legare appunto, tutti gli individui che si ritrovano nella stessa condizione. Un modo per parlarne e rompere quel silenzio che attutisce tutte le chicchiere sulla malattia mentale, divenuta quanto mai attuale con la Legge Basaglia, quella che, nel 1978, chiuse i manicomi. Da allora è ancora difficile trovare una soluzione e sarà la protagonista di questo racconto a far vedere una delle situazioni nelle quali ci si può ritrovare: quella in cui, dopo anni di sconforto e frustrazione, una donna possa sfidare la psichiatra del Centro di Salute Mentale che ha in cura il padre, malato cronico. Un appuntamento che l'associazione Matutateatro ha particolarmente a cuore, data l'esperienza di teatroterapia con il progetto "Valige", nato nel 2004 da una collaborazione con il Dipartimento Salute Mentale della ASL di Latina. Da qui sono nate tre compagnie e tredici spettacoli che hanno visto protagonisti i pazienti della Comunità di Santa Fecitola e dei Centri Diurni di Latina, Priverno e Terracina. "Il teatro con i pazienti psichiatrici è un fatto d'arte prima ancora che un fatto terapeutico ed è un fatto terapeutico proprio perché è un fatto d'arte - scrive Titta Ceccano, responsabile insieme a Julia Borretti del Mat - I pazienti, una volta entrati in teatro, sono degli attori, o meglio, dei compagni di lavoro con i quali condividere tante cose, prima fra tutte, il sudore. È grazie alla fatica e al sudore comune che si può creare un gruppo.Un gruppo fatto di persone diverse, ma in teatro ogni diversità è una peculiarità, una specificità, in definitiva un valore. L'attore diverso, se vogliamo, dis-abile, ha proprio in quel suffisso dis la sua forza, poiché quel suffisso è la spia di una maggiore sensibilità verso ogni aspetto della vita. Il teatro dunque come opportunità di mettere in forma la creatività vitale che sprigiona ogni essere umano". E se è vero, secondo il rapporto 2001 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che "una persona su quattro è o sarà affetta da un qualche disturbo mentale nel corso della sua vita", vedere "Famiglie da legare" assume tutto un altro valore.




