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INTERVISTA AI VINCITORI DEL LATINA FILM FUND
Mercoledì 13 Aprile 2011 17:02
Due setini premiati al Latina Film Fund 2011 per il progetto Semata. MondoRe@le vi propone un'intervista ai due protagonisti, Titta Ceccano e Giancarlo Onorati. Come è nata questa collaborazione?
Titta: Giancarlo è una persona per bene che fa il suo lavoro con scrupolo e passione e poi è un frequentatore del Mat. Mi aveva raccontato del suo progetto Semata con l'entusiasmo ironico che lo contraddistingue. Quando Clemente (Pernarella) una sera mi ha parlato del Latina Film Fund lì per lì ho pensato che non avevo una storia da raccontare, poi mentre guidavo rientrando a casa ho pensato che la storia del progetto Semata era una storia da raccontare. Ho chiamato Giancarlo ci siamo visti per un paio di giorni, poi una nottata di scrittura ed è nato L'inciampo. Giancarlo: Seguo Titta da sempre, è un grande professionista, una persona sensibile e aperta, e Titta segue me, le mie attività, le mie ricerche archivistiche, il lavoro con gli alunni. Ritengo che Titta e Julia con il Mat di Sezze abbiano creato una realtà culturale straordinaria, un crogiolo di espressioni artistiche, di eventi formativi, di impegno nel campo della civic education etc. E' chiaro che prima o poi il destino doveva "imbarcarci" in qualcosa di condiviso e di importante, in qualche modo non potevo sottrarmi alle sue sollecitazioni. Quando avete deciso di partecipare all'edizione 2011 del Latina Film Fund avevate già un progetto o ne avete creato uno dedicato al concorso? Titta: L'inciampo è nato per il concorso, ma ritesse i fili tracciati dal progetto Semata. Giancarlo: Il progetto Semata nasce anche per dare agli alunni dell'I.S.I.S.S. "Pacifici e De Magistris" di Sezze interessati una prospettiva di apertura ad esperienze significative non necessariamente collegate al mondo della scuola ma intrinsecamente correlate perché qualificanti sul piano della ricerca storica, dei codici linguistici utilizzati, degli obiettivi formativi prefissati. "Per l'importanza del messaggio e la significativa opera di indagine relativa ad una vicenda storica tanto drammatica e conseguente presa di coscienza di una realtà sociale rilevante per la nostra comunità. Per la potenzialità della vicenda che poggia su un arco narrativo decisamente originale". Questa la motivazione del premio che vi è stato assegnato. Potete parlarci di questo lavoro? Di che si tratta? Titta: L'inciampo si apre su un'immagine del cimitero di Sezze affollato per il giorno dei morti a cui fa da contrasto la solitudine del cimitero ebraico del nostro paese, un unicum nell'intera provincia di Latina. Da qui parte un'indagine sulla comunità ebraiica setina che attraverso le vite di uomini e donne ci permette di collegare le storie alla Storia. Giancarlo: Lo scorso anno abbiamo lavorato come Progetto Semata alla vicenda della comunità ebraica di Sezze durante i mesi terribili dal settembre 1943 al maggio 1944, questo ci ha portato a riscoprire il cimitero ebraico di Sezze, un luogo per noi della memoria. La ricerca è stata premiata dalla Regione Lazio durante una cerimonia a Gerusalemme alla quale hanno partecipato 22 alunni. Quest'anno lavoriamo ad una storia altrettanto drammatica, quanto sconosciuta è la vicenda di Margherita Bondì, nata a Sezze e morta ad Auschwitz, e della sua famiglia. Una storia che abbiamo sottratto all'oblio se si pensa che all'inizio avevamo un semplice nome. La ricerca continua ma il fatto che RAI 2 gli ha dedicato uno speciale ci inorgoglisce e nel contempo ci responsabilizza. Il premio è destinato allo sviluppo del progetto, per farne un promo di film documentario: avete già idee in proposito? Titta e Giancarlo: Il regista sarà Enzo Paulinich. Dalla settimana prossima saremo a lavoro. Come avete accolto la notizia del premio, anche alla luce delle parole di Mimmo Colapresti (regista e giurato) "Il cinema ha il pregio di mettere al centro la vita degli individui e il pregio di questo premio è quello di offrire agli autori l'opportunità di realizzare un proprio prodotto, bello, personale, da presentare. Forse se ne poteva premiare qualcuno in più, speriamo per il prossimo anno". Vuol dire che la cultura italiana, nonostante il calo dei finanziamenti, può portare da qualche parte? Titta e Giancarlo: La cultura porta sempre da qualche parte e noi da tempo siamo in cammino. Avete in cantiere altri progetti insieme? Titta: Uno spettacolo con Giancarlo protagonista! Scherzi a parte, credo molto nel lavoro di confine che si allontana dal proprio specifico per contaminarsi con le esperienze altrui e quindi è possibile che nascano altri progetti, magari un documentario teatrale. Giancarlo: un seminario di storia con Titta in cattedra. Non sto scherzando.




