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ALLA PINACOTECA DI LATINA PALUMBO IN MOSTRA

Giovedì 07 Aprile 2011 13:23

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massimopalumbodi Luisa Belardinelli

Ancora per pochi giorni sarà possibile visitare nella pinacoteca comunale di Latina la mostra personale del poliedrico artista locale Massimo Palumbo dal titolo '...noi che non abbiamo tetti' e l'installazione 'mangiamo cultura, con la cultura si mangia...' a cura dell'amministrazione comunale e dell'Associazione MAD di Fabio D'Achille.

La mostra comprende opere a partire dagli anni novanta fino a quelle più recenti, "in un itinerario cromatico giocato sui toni del bianco, peculiare scelta espressiva dell'artista, attraverso il recupero di frammenti memoriali, oggetti e materiali eterogenei, immersi in un candore atemporale". Dalle opere più concettualI e ironiche, che lasciano spazio alla riflessione, si passa alle più recenti, nelle quali l'artista pone la sua attenzione al tema della natura. Abbiamo già sottolineato - sottolinea Annamaria Acquafredda, ufficio stampa MAD - che l'arte di Massimo Palumbo serba dentro sé tracce dell'appello della 'immaginazione al potere', dove, tra l'altro, l'arte ridiventa importante come atto mentale che contesta e dove con efficacia usa materiali di qualsiasi tipo: vegetale, organico, oggetti d'uso quotidiano, di risulta e non solo per manifestare un aperto dissenso. E' pertanto vibrante più che mai - conclude sempre Annamaria Acquafredda - l'intrinseco pensiero dell'opera dell'artista, in un momento di tagli indiscriminati alla cultura, se solo rivisitassimo la Storia e il percorso della civiltà in maniera consapevole e non scivolando sulle parole toccheremmo con mano quanto sia fondamentale la "paideia" finalizzata a creare uomini liberi e come sia vitale nutrirsene a differenza di chi volutamente sostiene il contrario". "Massimo Palumbo è un architetto ed un'artista molto attento e sensibile - scrive Beatrice Mastririlli, Storico e Critico d'Artele cui opere sono presenze silenziose eppure eloquenti nello spazio, sono tracce e segni dell'umano vissuto e un'accorta analisi della natura. Quest'ultima torna costantemente nelle sue opere, perché il rapporto tra l'opera e lo spazio, è una fitta trama che lega l'ambiente urbano e l'ambiente naturale con i quali l'artista instaura un rapporto profondo che si fa dialogo intenso e sentito".