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GIANFRANCO PANNONE SVELA IL SUO FILM: MA CHE STORIA
Giovedì 17 Marzo 2011 09:47
Una squadra forte e carica di passione 'risorgimentale' quella composta dal regista Gianfranco Pannone, il montatore Angelo Musciagna e l'etnomusicologo Ambrogio Sparagna.
Lunghe ricerche scrupolose nei polverosi ma preziosissimi archivi Luce hanno permesso al regista Pannone di creare il coinvolgente film 'Ma che storia…' attraversando così i 150 di storia italiana, da Giuseppe Garibaldi ad Aldo Moro, dal nord al sud, ripercorrendo vicende divertenti e drammatiche, culture, tradizioni e musiche locali che hanno fatto grande l'Italia. Eppure a pensarci bene 150 anni non sono tanti, nomi come Mazzini, Garibaldi, Cavour ci sembrano lontani anni luce ma realisticamente non lo sono. Forse è per questo motivo che spesso non ci sentiamo propriamente italiani proprio per questo correre, dimenarsi per raggiungere il nuovo e dimenticare il vecchio, emarginando così le antiche tradizioni. La trama del film 'MA CHE STORIA…' presentato anche alla mostra del cinema di Venezia, è un lungo viaggio da nord a sud per l'Italia dove si alternano filmati, documentari e cinegiornali, che raccontano anche attraverso la lettura di noti brani, interpretati da Leo Gullotta, Ugo Gregoretti e molti altri, non solo il paese degli statisti, ma anche l'Italia popolare e quella intellettuale. Mi soffermo un istante sui volti della gente, soprattutto di quella più umile, i lavoratori della terra. Tempi lunghi di inquadratura, con lo scopo di scavare nello sguardo, nelle movenze e nelle rughe del popolo che racconta l'amore e il dolore per la propria terra. Potremmo definire il film, una pura ed elegante esaltazione delle potenzialità e delle scoperte della nostra pigra terra! Inoltre, uno degli elementi portanti del film è proprio la musica. L'etnomusicologo Ambrogio Sparagna, grazie alla sua esperienza, riporta in auge, vecchi brani, rivisitazioni di canti e suoni popolari. Durante i titoli di coda è come se anche il tuo cervello stesse resettando le immagini appena viste con quelle studiate, raccontate o immaginate. E' una strana sensazione di sana malinconia e di confusione che viene poi sciolta trovando un proficuo confronto con chi ti siede accanto. Un film che merita di essere visto e che mi auguro riesca a lasciare il segno anche tra le opere più significative per la celebrazione dei 150 anni dell'Unità di'Italia.




