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UNA DOMENICA IN MOVIMENTO...RIASSUNTO DI UN POMERIGGIO RIVOLUZIONARIO
Giovedì 17 Febbraio 2011 10:26
La scelta da fare, quella fatidica della strada migliore da intraprendere. 1) La più breve, scendendo a dei compromessi che a volte non lasciano scampo alla tua dignità di donna. 2) La più lunga e difficoltosa che non ti dona certezze e che a volte sembra interminabile?
Come donna mi sono chiesta spesso cosa sia giusto o sbagliato fare una volta arrivate al famoso bivio che ci permette di raggiungere quell'indipendenza tanto agognata e di cui a volte abbiamo veramente bisogno. Non appartenendo a nessun "credo" specifico sono poco abituata a giudicare o a promuovere banalmente un qualsiasi pensiero moralista da bar. Alla manifestazione di domenica 13 febbraio però ci sono andata, curiosa di vedere, ascoltare e respirare un momento di fervore sociale che mancava da anni, giusto o sbagliato che sia. Un minuto e mezzo di silenzio, seguito da un urlo collettivo. Così ha preso il via l'evento organizzato a Roma dal comitato "Se non ora quando" e in più di 230 città italiane e una trentina di località straniere. A dare il segnale di inizio alle 14 dal palco di piazza del Popolo a Roma, l'attrice Isabella Ragonese, e subito dopo una canzone di Patti Smith, mentre dalla terrazza del Pincio scendeva irruentemente uno striscione con lo slogan: "Vogliamo un paese che rispetti le donne, tutte".
A seguire una serie di interventi di volti noti L'impatto visivo è stato sorprendente, una gran folla di gente, non solo di donne! Le sessantottine dello slogan "urlate, urlate, le streghe son tornate" hanno lasciato spazio a tutti: coppie, padri, nonni, omosessuali, bambini e animali domestici… Una folla eterogenea presente ad un'iniziativa a dir poco trasversale e soprattutto, così affermano, nata non per andare contro altre donne e neanche per classificarle nella lista di quelle buone o cattive. Una manifestazione voluta per mettere in evidenza quanto manchi la famosa "elite intellettuale politica" scelta dal popolo stesso e in grado di accompagnare le persone verso la propria consapevolezza e in grado di trasmettere legalità e lealtà. Unici slogan, "maggiori diritti e identità alle donne" e "il desiderio di un paese che tuteli ogni tipo di conoscenza e che permetta di far crescere professionalmente tutti". Nessuna richiesta così surreale "Se è vero- sottolineano gli autori del rapporto"Le Tendenze Globali dell'Occupazione Femminile" presentato dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro- che non tutte le donne vogliono lavorare, è certo che a tutte deve essere data l'opportunità di scegliere se lavorare o meno. E se esse scelgono di lavorare, deve essere data loro l'opportunità di scegliere lavori che remunerano e con gli stessi diritti dei loro colleghi uomini". La manifestazione "se non ora quando?",(un titolo però che non mi convince e che mi fa quasi paura proprio perché riprende il nome da un importante romanzo scritto da Primo Levi, ambientato tra luglio 1943 e agosto 1945 e narra le drammatiche avventure di quei partigiani ebrei polacchi e russi che combatterono per sopravvivere e per sconfiggere lo strapotere della Germania nazista), ha cercato di dare voce a donne e a uomini che sono stanchi di vedere la femminilità stravolta da personaggi come Nicole Minetti, Ruby e le 'Olgettine'. Le giovani amanti hanno scelto il percorso facile per un facile successo economico e mediatico ma non rispecchiano la realtà quotidiana e soprattutto non sono loro il problema del paese. Anche se i numeri parlano chiaro, non mi sento ancora completamente convinta di portare in alto la bandiera del Movimento, proprio perché troppo spesso il primo ostacolo da superare siamo proprio noi. Un progetto concreto e razionale, questo è quello a cui ambisco. Un programma che promuova stessi diritti fra uomini e donne e una "sana convivenza fra i sessi" che premi soltanto i migliori e non i figli o le figlie, nipoti, fratelli o fidanzate degli illustri signori al potere! Utopia o realtà?




