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LOFFARELLI VINCE IL PREMIO CALCANTE

Giovedì 10 Febbraio 2011 12:42

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calcantedi Paola Bernasconi

Il Premio Calcante, premio nazionale di drammaturgia organizzato dalla Società Italiana Autori Drammatici, è andato a Giancarlo Loffarelli, direttore artistico dell'Associazione culturale "Le colonne", per il testo "Etty Hillesum".

Un'onorificenza prestigiosa giunta immediatamente dopo la prima dello spettacolo che si è tenuto domenica 30 gennaio presso l'Auditorium "Mario Costa" di Sezze di fronte ad una sala gremita. Il premio teatrale Calcante, che insigne i testi teatrali inediti a tema libero, consiste in un premio in denaro, nella pubblicazione dell'opera sulla rivista teatrale "Ridotto" e nella segnalazione del testo presso le maggiori Compagnie teatrali italiane: un traguardo di tutto rispetto per il drammaturgo, sceneggiatore e regista setino. "Dal momento in cui ho avuto la fortuna di imbattermi nella figura straordinaria di Etty Hillesum, come mi accadde anche per Aldo Moro, ho cominciato a studiarla per entrare in profondità nel suo mondo e nel contesto storico in cui visse - ha dichiarato Giancarlo Loffarelli a MondoRe@le - Come spesso mi capita, man mano che procedo con lo studio, comincio a vedere delle immagini, delle scene e tutto mi si traduce, progressivamente in forma teatrale. Da qui la decisione di scrivere il testo (questa estate) e quindi la successiva determinazione di metterlo in scena con la nostra Compagnia. Ricevere oggi questo prestigioso premio (la cui giuria è composta da diversi fra i drammaturghi più affermati oggi in Italia) è una grande soddisfazione e un notevole conforto perché sono sempre cosciente che ciò penso possa esser bello non sempre può esserlo per gli altri e non sempre si riesce a esprimere compiutamente ciò che si ha dentro. Un premio, al di là del prestigio, è una occasione importante per sentire che qualcosa è giunto a chi legge o a chi vede lo spettacolo. Poiché il teatro è arte collettiva e non solitaria (e per questo lo amo) sento di dover dedicare questo premio a tutta la mia Compagnia che, con me, ha condiviso l'avventura di provalo e portarlo in scena". Uno spettacolo teatrale dalla scenografia estremamente minimalista in cui compaiono solo delle valigie, metafora della diaspora ebraica, senza altri orpelli. Sul palco, oltre allo stesso Giancarlo Loffarelli nei panni dello psicologo e amante Julius Spier, Marina Eianti nel ruolo di Etty Hillesum, Luigina Ricci che interpreta Johanna Smelik, amica di Etty ed il debuttante e promettente Federico Ciarlo. Quattro attori che in realtà si moltiplicano: tranne la protagonista infatti, gli altri tre impersonano man mano amici e parenti della Hillesum, vittime e carnefici dell'olocausto. Ad indicare i cambiamenti, dalla vita civile all'internamento nel campo di Westerbork in Olanda, hanno contribuito gli indovinati costumi realizzati da Laura Giusti e Albana Abbenda, oltre che le luci curate dal tecnico Armando Di Lenola. Uniche note di colore, oltre al drappo rosso che indica una sorta di scia di sangue durante i racconti delle esperienze degli ebrei deportati, le musiche di Marlene Dietrich e la "Passione secondo Matteo" di J.S. Bach (a curare l'audio Fabio Di Lenola): un alternarsi di tensione dalle allegre ballate della cantante tedesca ad una narrazione intima che caratterizza l'intero spettacolo. Un testo che ha espresso il carattere di una giovane ebrea dall'animo sfrontato e positivo, dai lucidi princìpi e dalla femminilità prepotentemente espressa. In sala, ad applaudire lo spettacolo, anhcwe Gerrit Van Oord, responsabile per l'Italia del Centro internazionale di Studi su Etty Hillesum, che ha sede presso l'Università di Gent, in Belgio.