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CAMERON BATTUTO DALLA SUA EX MOGLIE
Venerdì 17 Dicembre 2010 08:32
di Paola Bernasconi
Il 2010 volge al termine e noi di MondoRe@le vi regaliamo un excursus sull'anno cinematografico appena trascorso. E visto che ci piace essere precisi e puntuali, questo bell'excursus ve lo dividiamo per premi, così giusto per permettervi di leggere solo i riconoscimenti che vi interessano non senza prima ricordare a tutti Mario Monicelli.
FESTIVAL DI VENEZIA Perché iniziare dagli Oscar? Siamo in Italia e iniziamo dal Festival di Venezia che ha visto il Leone d'Oro consegnato a Sofia Coppola per "Somewhere": nel famoso hotel Chateau Marmont di Los Angeles, la regista mette in scena un rapporto padre-figlia sullo sfondo di un ambiente arido e proiettato solo verso l'apparenza.
DAVID DI DONATELLO L'Accademia del Cinema Italiano per il 2010 elegge miglior film "L'uomo che verrà" di Giorgio Diritti: la storia di Martina, bambina che ha visto morire il suo fratellino, e sullo sfondo l'eccidio di Marzabotto. Marco Bellocchio porta a casa invece la statuetta per la migliore regia per "Vincere" mentre c'è delusione per il bel film di Paolo Virzì "La prima cosa bella" che però si aggiudica tre premi tra i quali quelli meritatissimi come migliori attori protagonisti a Micaela Ramazzotti e Valerio Mastrandrea. Per la categoria miglior film straniero Quentin Tarantino incassa con il suo "Bastardi senza gloria".
NASTRI D'ARGENTO A Taormina "La prima cosa bella" si prende una bella rivincita vincendo il Nastro d'Argento per la miglior regia, confermando in più una vittoria come attrice protagonista a Micaela Ramazzotti accompagnata stavolta anche da Stefania Sandrelli. Miglior commedia è invece "Mine vaganti" di Ozpetek che si aggiudica anche premi per attori non protagonisti. Ex aequo come registi esordienti a Rocco Papaleo per "Basilicata Coast to Coast" e a Valerio Mieli per il delicato "Dieci inverni".
FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA Il Marc'Aurelio come migliore attore protagonista va a Toni Servillo che, da "Il Divo" in poi, non fa altro che ricevere dovuti apprezzamenti. Come miglior film è stata premiata invece la commedia in bianco e nero "Kill me please" di Olias Barco: il dottor Kruger vuole creare una clinica che permetta alle persone di morire dignitosamente. Un film sull'eutanasia molto poco politically correct.
FESTIVAL DI CANNES Passiamo ai nostri vicini francesi che hanno consegnato la Palma d'oro come miglior film a "Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti" del regista tailandese dal nome impronunciabile Apichatpong Weerasethakul. Soddisfazione per Elio Germano che, insieme a Javier Bardem, ha ricevuto il premio come migliore attore. Indimenticabili le parole del giovane attore che ha dedicato il premio: "agli italiani, che sono migliori della loro classe dirigente".
PREMI CÉSAR Trionfatore assoluto, con otto premi in totale, "Il Profeta" di Jacques Audiard che riceve tra l'altro il César come miglior film e come miglior regia. È la vita di un diciannovenne che, entrato analfabeta e senza averi in carcere, ne uscirà rafforzato e con un impero economico. Miglior opera prima è invece "Les Beaux Gosses".
FESTIVAL DI BERLINO Passando alla Germania, l'Orso d'Oro nel 2010 viene assegnato a "Bal", del regista turco Semih Kaplanoglu. Vince l'Orso d'Argento "Eu cand vreau sa fluier, fluier (If I Want To Whistle, I Whistle)" di Florin Serban. Riconoscimento a Roman Polansky che riceve l'Orso d'Argento per la miglior regia di "The Ghost Writer".
PREMIO OSCAR E arriviamo infine oltreoceano con i vincitori dei Premi Oscar. Miglior film e miglior regia per Kathryn Bigelow e il suo bel film "The Hurt Locker". Gli attori protagonisti ad eccellere sono invece Sandra Bullock in "The blinde side" e Jeff Bridges per "Crazy Heart". Tra gli stranieri esce vincitore lo spagnolo "Il segreto dei suoi occhi" mentre nel campo dell'animazione merita l'Oscar il divertentissimo e romanticissimo "Up".
GOLDEN GLOBE Trionfo per "Avatar" di James Cameron: il film campione di incassi porta a casa il premio come miglior film drammatico e miglior regia. Una grande produzione e un altrettanto grande sistema di comunicazione hanno fatto di "Avatar" un film da premiare, quando invece l'unico suo merito sta nel piacere estetico. Una fotografia fantastica mischiata ad effetti speciali fantasmagorici non riescono infatti a far dimenticare una trama scontata e dialoghi poco brillanti. Tant'è che qui Cameron stravince.



