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PENNACCHI PIEGA ACCIAIO ALLO STREGA

Venerdì 17 Dicembre 2010 08:28

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pennacchistregadi Paola Bernasconi

Come per i film, MondoRe@le vi offre anche una carrellata sul mercato editoriale, premi letterari e affini che hanno caratterizzato il 2010. Un anno che ha visto confermata la diminuzione del fatturato complessivo del mercato librario: dato non troppo allarmante e comunque in linea con un calo dei consumi culturali piuttosto generalizzato (si legga pure "crisi").

La novità interessante riguarda invece un leggero aumento nella percentuale di chi, durante l'anno, legge almeno un libro: con buoni 800mila lettori in più rispetto al 2009, la popolazione al di sopra dei sei anni afferma infatti di sfogliare almeno un libro (extrascolastico, si intende) nei dodici mesi. silviaavalloneFenomeno altrettanto in crescita è inoltre quello degli e-book: il supporto multimediale attira, incuriosisce e spinge a provare un nuovo modo di lettura. Anche il mercato editoriale online continua a crescere afferrando quelle fette di popolazione più giovane abituate ad acquisti tramite internet (a dimostrazione di come la tecnologia non debba necessariamente soppiantare la carta stampata). Nonostante tutto, l'acquisto nelle librerie tradizionali rimane la maniera preferita degli italiani, popolo di scrittori e di poeti, per acquistare libri: il fascino di toccare con carta, annusare la copertina, sentire lo scricchiolio di un tomo appena aperto non può essere paragonato certo ad un click. In definitiva un 2010 senza infamia e senza lode, che strizza l'occhio alla modernità senza però dimenticare le sue origini. Un calo invece si registra nella produzione di titoli che, dal 2008, continuano a diminuire portando a circa 2600 opere in meno in due anni. E dopo tutti questi numeri, passiamo ai premi, vincitori e vinti di questo 2010 che ha visto, su tutti, un Nobel per la Letteratura allo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa. Insieme a Gabriel García Márquez ha contribuito alla popolarità della letteratura sudamericana tra gli anni Sessanta e Settanta e i due premi Nobel sono stati protagonisti di un curioso aneddoto: Patricia, moglie di Llosa, durante una chiacchierata con Márquez, gli avrebbe confessato di avere problemi con il marito; l'autore di "Cent'anni di solitudine" avrebbe consigliato allora alla donna di lasciarlo. Ecco, il suggerimento non era piaciuto molto a Llosa che, di tutta risposta, ha consegnato un pugno in faccia all'ex amico. Passando ad altro, dal Nobel arriviamo in Italia con il Premio Strega, andato invece all'ormai stranominato "Canale Mussolini" di Antonio Pennacchi, che ha superato di poco l'"Acciaio" della giovane Avallone, vincitrice del Premio Campiello Opera Prima 2010. Il Campiello è invece andato a Michela Murgia e al suo "Accabadora", con un netto distacco dagli altri finalisti, tra i quali il suddetto Pennacchi. Un storia "magica" che vede Maria, una bambina, andare a vivere con la Tzia Bonaria, sarta del paese ma anche, e soprattutto, l'abbacadora, l'ultima madre che porta una morte compassionevole a chi ne ha bisogno. Premio Bagutta 2010, consegnato nell'omonimo Ristorante milanese, a Corrado Stajano per il libro "La città degli untori"; il Premio Bagutta Opera Prima è andato invece a Filippo Bologna con "Come ho perso la guerra". Il premio più popolare, quello Bancarella, ha visto invece questi sei finalisti: "Il giudice meschino" di Mimmo Gangemi, "Olive Kitteridge" di Elizabeth Strout, "S.O.S. Amore" di Federica Bosco, "La scatola dei calzini perduti" di Vauro Senesi, "L'assassino qualcosa lascia" di Rosa Mogliasso e "Confessione" di Bill James. Il vincitore, decretato a luglio tra i volumi pubblicati in Italia nello scorso anno, è stato "Olive Kitteridge".